Ce ne sarebbero di cose di cui scrivere, solo che la consueta leggerezza che in genere mi accompagna, in questi giorni si è un po' dileguata.
Vorrei parlare del primo maggio rosso e proletario un po' mesto di quest'anno. Ma con le bandiere rosse che sventolavano e con persone a cui voglio bene e che era un po' che non riuscivo a incontrare. E un pensiero è andato al comandante, che chissà che avrebbe detto di quello che stiamo passando adesso.
Vorrei parlare (ma non lo farò! limitandomi a sogghignare tra me e me) della pochezza di una certa persona, che pensando di farmi un dispetto, è riuscita solo a fare male il proprio lavoro. D'altra parte, si sa, quando una persona è poca, è poca.
Vorrei dire che ieri ho visto AnnoZero con le mani nei capelli.
Che una settimana fa mi hanno fregato il passeggino.
E che stamattina ho iniziato una lotta dura e senza paura. Alla cocciniglia. E ho insaponato e lavato con la spugnetta tutto il limone e il mandarino cinese.
Insomma appena riesco a ricominciare a pensare che la vita sia una pesca meravigliosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa, racconto un po' di cose. Magari potrei iniziare col raccontare della pulce che ha passato la mattinata a insaponare gli alberi.
Copiato da Belqis, è un identikit realizzato inserendo la prima immagine trovata su Google - Immagini 
1-La tua età:

2- Un posto che vorresti visitare:

3- Il tuo posto preferito:

4- Il tuo oggetto preferito:

5- Il tuo cibo preferito

6- Il tuo animale preferito

7- Il tuo colore preferito

8- Il posto in cui sei nata:

9- Il posto in cui vivi:
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10- Il nome di un animale domestico che hai avuto:

11- Il tuo vero nome:

12- Il nome della tua nonna paterna

13- Il nome della tua nonna materna:

14- Una tua brutta abitudine:

15- La tua vacanza preferita:

La pulce e la gnoma sono cadute vittima di una famigerata forma virale, che pare stia girando e chissà dove hanno raccattato, visto che ancora non frequentano l'asilo: evidentemente anche la gastroenterite ha infinite vie ed è alla fine anche a loro giunta.
La prima a cadere è stata la gnoma, che per due giorni è voluta stare azzeccata azzeccata alla sua mamma per quasi tutto il tempo, piagnucolando ogni tanto. La pulce, nella sua dabbenaggine, ha pensato che fosse la mammite di cui tutti parlano e che coglie i pargoli quando non stanno bene.
Quando però due giorni dopo anche lei ha cominciato a mostrare i primi sintomi del morbo (stomaco sottosopra, migliaia di spilli nelle budella, nausea che neanche in gravidanza, sudori freddi e senso di svenimento continuo), il messaggio che sua figlia da due giorni le stava lanciando le è apparso in tutta la sua chiarezza: fate qualcosa - mi sento malissimo - aiuto.
In questo frangente, la pulce ha scoperto che i pediatri non sono come i veterinari. Il che non è un complimento, per i pediatri. Nel senso che alla pulce, appena la gnoma si è sentita male, è sembrato normale nonché ovvio chiamare la pediatra per fissare un appuntamento durante il suo orario di visite nel pomeriggio. Questo perché, ogni volta che un suo animaletto non è stato bene, anche se spesso la sua prima diagnosi si rivelava essere concorde con quella del veterinario, si è sempre sentita dire: "si però portamelo, che lo voglio visitare."
E invece, sorprendentemente, la pediatra invece di fissare l'appuntamente ha risposto che la visita era del tutto non necessaria, che nella sua eventualità lei si sarebbe solo potuta limitare a constatare lo stato di disidratazione, per il quale si va direttamente in ospedale, e ha prescritto per telefono dei fermenti lattici e dei sali minerali, "tanto si tratta di una forma virale che gira e che si risolve in un paio di giorni."
My compliments.
Attenzione: post infarcito di improperi.
Bene. L'incazzatura è tanta. Parecchia. Clamorosa.
Leggo in giro e la carogna mi monta sempre di più. Ancora si parla di voto utile, ancora si parla di astensionismo come segnale di ignavia. Ancora. Ancora non si è capito a che livelli di incazzatura è arrivata la gente. Si preferisce pensare che non sia andata a votare perché ha approfittato della bella giornata di sole per andarsene al mare. Certo. E' sicuramente preferibile pensarlo, è più rassicurante che fermarsi a riflettere sui motivi che hanno spinto le persone a non votare.
Due anni fa il centro-sinistra in campagna elettorale aveva detto cose ben precise: si sarebbero fatti i PACS, si sarebbe risolto il problema del precariato, vergognoso quanto urgente, e sarebbero state ritirate le truppe. Questi erano i tre punti principale della campagna.
E la gente, che sicuramente non ne poteva di più di cinque anni di governo berlusconi, ha votato l'ulivo.
Io l'ho votato. Che già era un po' troppo di centro per i miei gusti, ma che fai? non lo voti? rischi altri 5 anni di nano pelato? e poi c'è anche Fausto, lui è tipo tosto, non ci deluderà. Non ci tradirà.
Poi c'è stato l'indulto di Mastella, poi ci si è piegati al volere del papa e i pacs trasformati in dico sono andati a farsi friggere, e alla via così. E già un anno dopo mi chiedevo che cazzo li avevo votati a fare. E la sinistra in Parlamento a dire di si a tutto. Franca Rame, da grande donna qual è, che si chiedeva se non si dovesse dimettere, e io la capivo, dal profondo del cuore, che stare lì a fare l'ostaggio, perché se cade il governo è colpa sua, deve essere stato tutt'altro che piacevole. E poi vabbè c'ha pensato Mastella.
E arriva il tenero Uolter. Con la grande pensata del voto utile, il cui semplice principio è: il tuo voto è utile quando voti me, se lo dai a un altro è perso. Ma beati i cazzi tuoi! mi viene così, di prima acchito da pensare.
Ma poi me lo spieghi perché dovrei utilmente votare te, che mi candidi la Binetti, che non solo non mi rappresenta, non mi tutela ma mi danneggia?! Sempre per i suddetti beati cazzi tuoi. Ovviamente.
Quello che nessuno ma proprio nessuno si aspettava è stato il crollo dei voti della sinistra. Il problema dei partiti di sinistra è che, a differenza degli altri, loro hanno un eletterato intelligente, quel minimo che basta per avere una memoria a medio-lungo termine e che se lo ricorda quello che avevi promesso due anni fa e come ti sei invece comportato una volta eletto. Con tutti i tuoi ottimi motivi, per carità. Però vaffanculo i pacs non ce li abbiamo avuti e siamo ancora tutti precari. Permetti?
E ora tutti a riempirsi la bocca che finalmente i comunisti sono fuori dal Parlamento. Ora, senza stare a fare troppe analisi ma la sinistra che è tutta senza distinzioni extra parlamentare, non è mica una bella cosa. Il dubbio è che questi non l'hanno mica capito ancora che pentola a pressione c'hanno sotto la sedia.
I comunisti fuori dal Parlamento. Io sono sempre stata fiera di essere di sinistra. Se mi dici che sono comunista, mi hai fatto un complimento, non mi hai insultato. Perché sono fiera di mio nonno, che con quattro figli, si è rifiutato di prendere la tessera fascista e si arrabbattato con mille lavoretti, pur di non cedere, pur di difendere le sue idee. E allora c'era la dittatura fascista in Italia, e lui ha alzato la testa e ha detto no.
E io sono tanto furente. E mi auguro che la classe politica di sinistra sia tanto intelligente da cogliere questa sconfitta come un'occasione per rifondarlo veramente il partito comunista in Italia. Che ne abbiamo tanto bisogno.
Ora mi riprendo. E oggi pomeriggio scrivo qualcosa. Prima però mi devo riprendere.
Post per gioco al Casinò letterario di Las Vegas edizioni
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REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)
ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post, esattamente così com’è, sul tuo sito o blog;
2) mandare a questa mail l’indirizzo del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo, quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier.
Le storie perfette per Las Vegas sono giovani, ironiche, rock, romantiche, glamour. Hanno un inizio, uno svolgimento e una fine (non necessariamente in questo ordine). Ma, soprattutto, hanno stile.
Las Vegas Edizioni è distribuita a livello nazionale.
Non inviare nessun altro tipo di materiale.
Sul blog di Las Vegas edizioni saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.
TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.
PREMI: il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.
Signore e signori, fate il vostro gioco!
Pulcette e pulcine in azione

Le pulci intente nella drammatizzazione di "Solo chi sa nuotare può vivere nel mare!"

Autoscatto pulcioso. Notare come il viso della pulce, benché non sia esattamente smunto, è ben lungi dall'essere florido. La vaga sfumatura giallina-verdognola non è dovuta al flash quanto piuttosto al non riuscire a dormire una sola notte di fila da più di 15 mesi a questa parte.
Dovrei scrivere un post ma in effetti non ho molto da dire.
Tranne che sono 40. Non di febbre. Son proprio 40.
Dopo gli auguri, tutti a chiedere: allora, come ci si sente? Mah, uguale. Nulla di speciale. Insomma, nessuna folgorazione. E, a parte il fatto che a me il mio compleanno piace in genere e che per quest'ultimo sono stati indetti quaranta giorni di festeggiamenti, non mi sento in nessun modo particolare.
L'altro giorno siamo state dal parrucchiere, la gnoma ed io. E mentre lei giochicchiava nel passeggino, io con i capelli bagnati, seduta sulla poltroncina davanti allo specchio ho deciso con il parrucchiere che taglio fare. Mi è tornato in mente quando a vent'anni, i capelli lunghi fino alla vita, non proprio comodissimi, soprattutto perché andavo al corso di nuoto tre volte a settimana, sentenziai che a quarant'anni li avrei tagliati, perché trovavo che i capelli lunghi non stessero bene alle donne di una certa età.
Mi sono quindi guardata, con i jeans, la maglietta con il pupazzetto davanti e la felpa rosa (vestita come la gnoma insomma) e con i miei capelli lunghi. E ho optato per un'aggiustatina, la frangetta e una spuntatina. Ma poco.
Non è bello ciò che è bello, che bello che bello che bello.
La pulce vorrebbe condividere con i quattro gatti e il topo che la leggono una scena di vita vissuta. Giurando che tutto quello che sta per raccontare non è stato minimamente romanzato ma che si è esattamente svolto così com'è.
E dunque, un paio di giorni fa la pulce insieme alla gnoma si è recata al vicino supermercato per procurarsi del cibo per cena e, mentre indugiava tra gli scaffali, incontra una ragazza che aveva conosciuto al corso di preparazione al parto.
Dopo i convenevoli di rito ("quant'è bella la tua bambina", "ma quant'è bello il tuo", "ma guarda sembra una bambola", "ma che begli occhi questo bambolotto", "tu lo fai il secondo?" "ma non se ne parla proprio") la pulce le chiede spiegazioni sull'asilo nido e lei è prodiga di consigli e di ottime dritte. A un certo punto, parlando di punteggi e graduatorie, chiede alla pulce: "Ma tu lavori?" e la pulce risponde di si.
"E che lavoro fai?" chiede informandosi.
"La giornalista."
"Ah!"
Segue un attimo di pausa durante il quale la pulce viene squadrata da capo a piedi.
"Ah, quindi tu quando succede qualcosa, vai lì, col taccuino, la telecamera..."
La pulce sorridendo spiega che si occupa di musica.
"Ah!"
Segue un secondo attimo di pausa in cui la pulce di nuovo viene squadrata da capo a piedi.
E a questo punto, con un marcato accento romanesco molto periferico, che fino a qualche secondo prima non era così accentuato, la pulce è colta alla sprovvista con un "Quindiiiii te stai lllì che ascolti la musica tutto il gioooorno, scrivi... sai che pppalle!"
La pulce ha spalancato la bocca, ha sgranato gli occhi, le è venuto anche da ridere ma ciò che è veramente incredibile, non è riuscita a ribatterle nulla.
E lasciare la pulce senza parole, c'è da riconoscerlo, non è da tutti.
Perché sei 'na pecetta.
Due giorni fa, improvvisamente, verso le dieci di sera, la pulce era colta da improvvisa ipotermia. Freddo freddo e brividi e denti che battevano da non riuscire a venirne fuori.
Due ore dopo la pulce era finalmente avvolta dal calore della febbre, che toccava la notevole punta del 40 e mezzo.
La mattina dopo la mamma della pulce, detta anche felicissima nonna, avvertita del malanno della pulce lanciava il solito grido d'allarme: "Aaaah! Portatemi la bambina sennò si ammala anche lei!"
All'ormai quinto febbrone da ottobre, la pulce ha rinunciato a spiegarle che l'untrice in questione è appunto la gnoma, che raccatta normalissimi bacilli in giro, li potenzia e li ristarnutisce in faccia alla sua mamma. La quale cade ammalata come peso morto cade.
E ancora non andiamo all'asilo.