"Perché le nonne, pur essendo nonne, sono sempre mamme."
proverbio della pediatra della pulcina
La pulce è ormai completamente in balìa delle teorie di sua madre su ciò che fa latte e ciò che non fa latte. Per esempio, la pasta all'uovo fa latte, la minestra fa latte, i finocchi fanno latte, il latte fa latte (ma mamma, non è vero!) e così via, per una lunga lunga lista.
Al contrario, il prezzemolo manda via il latte, gli asparagi fanno il latte amaro, il tartufo... boh ma non si può mangiare nemmeno quello.
A rincarare la dose, ci si è messa anche la pediatra della pulcina, che ha intimato alla pulce di mangiare dalle 500 alle 600 calorie in più, "altrimenti le si carieranno i denti e le cadranno i capelli". Alè.
Fatto sta che l'altro giorno la pulce è andata a comprarsi un reggiseno nuovo, ché le sue seconde, anche un po' imbottite, non le stanno più e ha chiesto una terza. La commessa l'ha guardata con occhio clinico e le ha dato invece una quarta.
Ora, per una pulce abituata a una seconda anche un po' imbottita, una quarta rappresenta una vetta mai toccata... e anche mai ambita, se proprio dobbiamo dirla tutta. E così, mentre si guardava allo specchio del camerino del negozio, ha cominciato a chiedersi:
ma torneranno mai come prima?
La pulce, non contenta, nella sua dabbenaggine, la sera ha cercato conforto nel Grospo e alla domanda "che dici, torneranno come prima?" quell'animo fine ha risposto "speriamo di no!".
D'altra parte, la pochezza, si sa, è maschia.
Stamattina però è successa una piccola cosa che ha rincuorato la pulce e che la sta facendo ben sperare: mentre erano sdraiate, la pulce a leggere e la pulcina a guardare le figure di Topo Tip fa i capricci, la pulce si è resa conto che la sua pancia era non solo liscia liscia, ma pure un po' in dentro! che era tipo un anno che non sentiva più questa sensazione, ecco.
E si è convinta che prima o poi, tempo magari qualche mese, ma ci tornerà come prima!
“Bloggers uniti in difesa dei diritti delle minoranze
e della laicità dello Stato”.
Accendi, con una candela, la speranza di veder riconosciuti i diritti di tutte le famiglie, di tutte le forme di amore.
Sabato 12 maggio parte del mondo cattolico si riunirà a Roma per il “Family Day”. Una manifestazione, nata chiaramente per contrastare la proposta governativa dei Dico.
Il “Family Day” è figlio dei “Non possumus”, di una concezione atavica di famiglia che non comprende le famiglie di fatto, e cioè le coppie non coniugate che convivono stabilmente, con o senza prole, od anche i nuclei familiari composti da coppie omosessuali o costituiti dal singolo genitore e dai figli riconosciuti.
Noi crediamo che a tutte le famiglie vadano riconosciuti i diritti già acquisiti nella stragrande maggioranza dei paesi europei, nel rispetto soprattutto del sentimento che caratterizza più di tutti queste unioni: e cioè l’amore.
Per questo lanciamo, con la forza del dialogo e del “Possumus", il “Families Night”. La notte che precede il 12 maggio, l’11 maggio alle ore 21,30, accendiamo una candela nelle finestre delle nostre case, accendiamo la speranza dei diritti per tutte le famiglie, illuminiamo la notte dall’oscurantismo di chi si ostina a non volere considerare uguali tutte le forme di amore.
Ulteriori informazioni sull’iniziativa del “Families Night”, con tutte le adesioni, le trovate su: http://familiesnight.splinder.com
