... partirà, la nave partirà
dove arriverà, questo non si sa
sarà come l'Arca di Noè
il cane il gatto io e te.
C'è chi, come Linus, non può stare senza stringere a sé la propria coperta.
E chi non riesce ad addormentarsi senza il proprio ciuccio e chi, benché arrivato alla maggiore età, nei momenti di forte stress cede e ancora si succhia il pollice.
C'è chi ancora conserva il proprio orsetto e chi invece ricorda con dolore quando la madre proditoriamente glielo buttò perché ormai rovinato e gliene comprò uno nuovo.
E c'è la pulcina, che per dormire deve avere tutti ma proprio tutti i suoi animaletti di peluche nel lettino.
E per tutti si intendono:
1. l'orsetto Teddy (dell'Ikea);
2. la pecora trapezista, ossia il peluche più brutto del mondo ma che ovviamente la pulcina adora;
3. l'orsetto in pigiama e il cappellino giallo;
4. l'orsetta rosa fatata, che il principe grospo aveva visto una volta su un giornale, se ne era innamorato e aveva cercato per tutta Roma, trovandola alla fine in uno sperduto centro commerciale sulla Prenestina, e tornando a casa felice con il proprio trofeo l'aveva ficcato nella valigia dell'ospedale della pulce, affemando che la creatura non poteva venire al mondo senza avere almeno un giocattolo;
5. l'orsetto Winnie the Pooh;
6. il gatto A Ran Cion con il pesciolino Bluino (notare la citazione colta)
7. il paperotto giallo
ed infine 8 e 9 i trillini ikeini, uno a forma di fiore, che ricorda in modo molto inquietante i vermoni di Tremors, e uno a forma di pesce.
E la mattina la pulce se la ritrova tutta ranicchiata e perfettamente mimetizzata in mezzo a questa Arca di Noè di peluche, chiedendosi quand'è che ci troverà, perfettamente mimetizzata anche lei, la gatta Ermione.
Quando il gatto non c'è i topi ballano
La pulcina dorme.
Il principe grospo è fuori con i suoi amici.
La lavatrice sta facendo il suo dovere, il brodo vegetale borbotta sui fornelli.
E la pulce è finalmente da sola, sdraiata sul divano, con lui.
L'ultimo di Harry Potter.
Il primo che fa un fiato è un uomo morto.
Fate la nanna
La pulce, bisogna dirlo, non è che prima di sei mesi fa se ne intendesse molto di bambini. Di gatti, si. E di cani, e di tartarughe anche.
Nonché di galline e di pipistrelli, perfino. Ma di bambini proprio no.
Sicché, quando mancavano all'incirca un paio di mesi al lieto evento, all'ennesimo "Eeeehhhh, vedrai, è finita la pacchia!" neanche stesse per mettere al mondo il figlio del diavolo, la pulce decise che era ora di documentarsi e comprò quelli che sono i due manuali per eccellenza della mamma moderna:
Dormi bambino dormi di Eduard Estivill, e Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg.
Il primo è molto idiot proof: frasi brevi, concise, disegnini esplicativi e schemini riassuntivi alla fine di ogni capitolo, dove sempre il succo della questione è: il bambino è abitudinario, dategli certezze, seguite sempre lo stesso schema pappa-gioco-nanna e lo avrete in pugno.
Alla pulce il discorso parve sensato. Lì dove però la pulce cominciò ad avere qualche perplessità è il punto in cui si parla di bambini con problemi ad addormentarsi, dove stringi stringi la soluzione data è: dopo essersi assicurati che vostro figlio non si stia impiccando alla giostrina con le apette, lasciatelo piangere, tanto prima o poi, smette: in capo a tre giorni avrà capito l'antifona e voi sarete dei genitori felici.
Mmmmhhh. Sarà, mormorò tra sé e sé la pulce e passò al secondo libro. Che le parve immediatamente più sensato del primo. E che qualche mese dopo la salvò da quella follia dell'allattamento a richiesta e le permise di sopravvivere a tale insania. Anche la Hogg, come Estivill, afferma che è basilare, sia per il bambino ma anche per la mamma avere delle abitudini e seguire certi riti: Eating (pappa), Activity (gioco), Sleep (nanna), You (quando finalmente il nano si addormenta potrete dedicarvi a voi stesse). E la pulce pensò: ok, ho afferrato il concetto, ce la posso fare.
Poi finalmente nacque la pulcina. La quale, appena nata, aveva un solo e unico brillante scopo che le gironzalava per la testa e, da brava Capricorno (come il suo babbo!) ascendente Ariete (come la sua mamma!), era assolutamente determinata a perseguirlo: stare tutto il giorno, minuto per minuto, azzeccata azzeccata alla sua mamma. Mangiava, si addormentava e appena messa giù nella culletta cominciava a strillare come un'aquila. Tant'è che alla pulce parve immediatamente chiaro che quella culletta tanto carina, tutta pizzi e fiocchetti, poteva essere bella che riposta, che tanto la gnoma non ci avrebbe mai dormito.
Ovviamente, tutti a dire: "Noooo, non le date questa abitudine!
Lasciatela piangere, deve imparare a consolarsi da sola!"
Si. Consolarsi da sola. A una settimana di vita. La pulce nemmeno rispondeva.
Il principe grospo, ovviamente, a sentire tutti questi che gridavano alla catastrofe, stava soccombendo all'angoscia, sicché, una sera, mentre erano tutti e tre nel lettone, sbottò (sussurando! ché la pulcina stava dormendo) con un: "Ma non staremo sbagliando? E se le causiamo un danno psicologico irreparabile?"
Al che, la pulce rispose: "Scusa sai, ma possibile che "naturale" sia bello, e "naturale" sia buono solo quando si parla di parto? Ma quando mai in natura si è visto che un cucciolo appena nato viene messo in un angolo a piangere e a consolarsi da solo? La mia gatta Lilith passava i primi quindici giorni nella cesta con i suoi gattini, a scaldarli, pulirli e allattarli, e noi invece come prima cosa dobbiamo insegnare a nostra figlia a consolarsi da sola? Mappperpiacere!"
Davanti a tanta determinazione, il grospo si sentì (inspiegabilmente) rassicurato e si addormentò, con le sue pulce e pulcina al fianco.
Passò un po' di tempo e, complici anche le lunghe passeggiate duranti le quali dormiva profondamente, la pulcina imparò a dormire nella carrozzina. La sera aveva bisogno di essere un po' ninnata e che la pulce le cantasse Alla fiera dell'Est, ma puntuale come un orologetto svizzero, dopo il bagnetto e la pappa, alle 8 e mezzo già se la dormiva.
Poi quando divenne troppo grande per la carrozzina, si passò al lettino, con grande sgomento del grospo che si chiese, come sempre pieno di angoscia: "Ed ora come faremo a ninnarla?" "La ninneremo prima nel passeggino e poi la passeremo nel lettino" rispose la pulce, con voce rassicurante e flautata.
"Ah!" rispose con un sorriso il grospo, tranquillizzato. Chissà da cosa poi.
La pulcina però qualche giorno fa, ha deciso di sorprendere tutti e, da brava Capricorno ascendente Ariete, ha fatto la sua prima dichiarazione di indipendenza: non ha voluto addormentarsi nel passeggino, ha voluto essere messa nel lettino, e girandosi sul fianco, con il ciuccio in bocca, ha abbracciato i suoi orsetti, e si è addormentata da sola.
La pulce guardandola ha sorriso e ha pensato alla sua gatta Lilith, che le ha insegnato che con i propri cuccioli ci vogliono innanzi tutto tante tante coccole.
Disimpegno
Qualche ora fa, dopo aver esclamato "I Duran Duran!", con la televisione a tutto volume, cantando "Voices, another sound, can you hear me now? This is planet earth, you're looking at planet earth po po po po po...." e saltellando come una scema, la pulce ha preso in contropiede la pulcina, che estremamente divertita, per la prima volta ha mangiato tutta la sua pappa senza protestare.
A mandare giù anche la pera grattata, sono poi arrivati in ausilio i Red Hot Chili Peppers. E il relativo (poco edificante) spettacolo offerto sempre dalla pulce. Ma è stato quando sullo schermo sono comparsi due non meglio identificati artisti africani, che la pulcina ha serrato le labbrucce e non c'è stato verso di farle mangiare un cucchiaino di più.
Il principe grospo ha sentenziato che di questo passo, la pulcina verrà su con gli stessi gusti musicali da sciacquetta della sua mamma.
La pulce ha risentenziato: E con ciò?
A different point of view
Erano la pulce e il principe grospo, qualche sera fa, mollemente seduti abbracciati sul loro divano nuovo comprato all'angolo occasioni ikea e discorrevano delle loro vacanze appena trascorse.
A dir la verità, era più la pulce a discorrere mentre il grospo si limitava ad annuire, in silenzio, con la testa.
"Ah amore, che bella questa vacanza, ci voleva proprio" esclamava la pulce, ma sottovoce che la pulcina si era appena addormentata "che bello svegliarsi la mattina presto tutti e tre insieme e fare quelle lunghe passeggiate di due ore in riva al mare!"
E il grospo faceva di si con la testa.
"E che tenerezza che mi facevi quando badavi alla pulcina e giocavi con lei mentre io preparavo la colazione per noi e mettevo su il suo brodino vegetale!"
E il grospo faceva di si con la testa.
"E che dolce la pulcina che mi si addormentava sulla spalla mentre scendevamo di nuovo giù in spiaggia... certo, ci potevamo stare poco, perché poi bisognava risalire a casa per darle la pappa, però che bello lo stesso!"
E il grospo faceva di si con la testa.
"E poi però che bello poter ridiscendere ancora dopo pranzo e farla addormentare passeggiando un po' in riva al mare e schiacciare finalmente un pisolino con lei sotto la tettoia di legno!"
E il grospo faceva sempre di si con la testa, ma cominciava a guardare la pulce in modo strano.
"E poi alle 6 ritornare a casa e cenare tutti e tre insieme.... ah! amore, che bello, mi ci voleva proprio, mi sono proprio rilassata e riposata, sai?"
E il grospo, guardandola significativamente: "Tu si, io mica tanto: avanti-indietro, avanti-indietro... per fortuna che siamo stati solo una settimana, sennò sarei tornato a casa distrutto."
Ecco. Uomini.
