Ma tu, non hai fame?
La pulce è in una insospettata e insospettabile (quanto opportuna) fase anoressica.
Niente paura, non c'è da preoccuparsi, ché la pulce, tra dolce attesa e allattamento, ha accumulato riserve tali da potersi permettere di affrontare, che so, almeno due edizioni di fila dell'isola degli affamati.
Talmente insospettata e insospettabile è questa fase da essere passata del tutto inosservata a tutti. E in quanto ben lungi dall'avere le physique dell'anoressica, la pulce, senza stare a farsi troppi problemi, si è limitata a registrare con una certa soddisfazione di essere dimagrita di un discreto numero di chili.
Mercoledi scorso, dovendo sbrigare un po' di noiose faccende burocratiche a Todi, la pulce e il principe grospo si sono svegliati sul presto, hanno fatto colazione davanti al telegiornale, il grospo con il suo mezzo litro di latte e nesquick e le fette biscottate, la pulce con la sua tazza di zymil con 4 orosaiwa + 1 per la gnoma, si sono quindi lavati, vestiti, hanno consegnato la gnoma alla felicissima nonna e sono partiti.
Alle undici, all'altezza di Magliano Sabina il principe grospo ha proposto il primo caffè all'autogrill ma la pulce ha fatto notare che era già un po' tardi e che avrebbero fatto meglio a proseguire.
Alle due, finito il primo giro per uffici, il principe grospo ha allora proposto un pezzo di pizza al taglio e un (secondo) caffè ma la pulce ha invece ribattuto con un "passiamo prima a casa e scarichiamo le cose che dobbiamo lasciare" e non se ne è fatto nulla.
Alle due e mezzo, finito di scaricare, visto che c'era un bel sole, la pulce ha proposto di potare la rosa rampicante, "sennò la prossima volta che torniamo farà già caldo, ci troviamo di nuovo il nido di vespe e chi si avvicina."
Dopo un'ora, avendo avuto ragione sull'intrigo di rami e di spine, i nostri hanno riposto gli attrezzi, hanno richiuso casa e sono risaliti in macchina. E il grospo è tornato alla carica con la pizza e il (terzo) caffè. La pulce ha però risposto che sarebbe invece stato meglio andare nell'ufficio in centro, che stava giusto per aprire.
Alle cinque la pulce è uscita vittoriosa dall'ufficio con tutti i documenti che le servivano e ha proposto una romantica capatina al vivaio, per vedere magari qualche piantina carina per il terrazzo. A questo punto, il principe grospo, un po' pallido per la verità e molto provato, se l'è guardata come se un'entità aliena avesse preso possesso della sua dolce metà e con fare accorato le ha detto: "Ma vogliamo mangiare si o no, che sono quasi le sei! Ma tu di che campi, ma non c'hai fame?"
"Si un po' ma tanto tra un po' si cena, no?"
Fatto sta che da quando sono tornati a Roma, il principe grospo telefona alla pulce tre volte al giorno e con fare vago ma indagatorio si informa se ha mangiato, cosa ha mangiato ma soprattutto cosa è previsto per cena.
A casa mia il rispetto della vita non è disgiunto dal rispetto per la persona. Che vergogna.
Tanto tuonò che piovve.
E tanto si arrabbiò, che un banale raffreddore si trasformò in bronchite. Si perché la pulce fa come gli animaletti, che quando si fanno male o subiscono uno choc, le loro difese immunitarie si abbassano e perciò il veterinario li mette sotto cura antibiotica preventiva. Siccome però il suo medico curante è un normalissimo medico allopatico e non il suo amico veterinario, la pulce gli antibiotici se li sta prendendo ora. Cioè dopo.
In compenso, in via dei matti numero zero, visto lo stato di evidente bisogno della pulce, che stamattina si distingueva con un notevole 39 di febbre, hanno deciso di comportarsi bene. Dal canto suo la pulce ha deciso di non farsi domande, di non chiedersi quanto durerà e se durerà: l'obiettivo è quello di arrivare a luglio, poi in qualche modo si organizzerà.
La gnoma in tutto questo è sempre più spettacolosa. Da brava scimmietta qual è, a gentile richiesta sfodera tutto il repertorio e: fa ciao, batte le manine, fa le farfalline, dà il cinque e manda baci. Tutto in fila. Ieri nella sala d'aspetto dello studio della pediatra, da cui la pulce l'ha portata preoccupatissima perché aveva un po' di tosse, salvo poi sentirsi dire "no signora, i polmoni sono liberi, è solo un po' raffreddore... lei piuttosto mi pare che abbia una brutta bronchite", alla gnoma deve essere sembrato di essere a una festa: pieni di bambini (anche un po' piagnucolosi) e lei che se li guardava raggiante e batteva le mani e rideva e li chiamava. Felicissima. Il che ha convinto la pulce, semmai ce ne fosse bisogno, che l'idea di mandarla all'asilo a ottobre è decisamente buona.
Anche sul lato pappe è stato fatto un notevole salto di qualità. A deciderlo è stato ovviamente la gnoma che domenica sera ha chiaramente fatto capire che lei di sbobbette non ne vuole più sapere e di volere mangiare la carne. Altrimenti detta ciccia. Sotto forma di fettina al vapore con olietto a crudo, di spezzatino con le patate, di pollo arrosto e anche di roast beef, basta che sia ciccia con un po’ di sughetto dove poter intingere il pane, come le piace tanto. Dopo la ciccia, ossia dopo essersi assicurata il piatto forte, può mangiare la pastina, con un po’ di sughetto leggero.
Effettivamente c’è da dire che con il cambio di menù, la notte dorme più a lungo. Senza però rinunciare al biberon delle 4, perché allo stomaco, si sa, non si comanda. E in questo è la degna figlia di suo padre, e anche un po’ di sua madre. Che comunque procede nella sua dieta a base di riso in bianco, tanta frutta… e un cioccolatino la sera perché la pulce è una drogata e non riesce a farne a meno. Un po’ di chiletti però li ha persi, e non è male.
Se anche questo peso che ha sul cuore si facesse più leggero…
Non è un buon periodo per me questo. Lo è così poco, da non riuscire a parlare, come Maradona, di me stessa in terza persona, e da non riuscire a cogliere nemmeno una piccola virgola su cui ridere.
Mi arrivano delle bordate di cattiveria e malignità che non solo non mi merito ma per di più dalla persona che per antonomasia dovrebbe donarmi amore incondizionato.
Sono talmente furente che non mi va nemmeno di scriverne qui sul blog. Un amico una volta mi ha detto "non scrivere queste cose, se le leggesse pensa come ci rimarrebbe male." Bene, a questo amico mi sento di rispondere oggi che è tanta la malafede che farebbe finta di non capire e negherebbe tutto, l'evidenza soprattutto.
Come sempre nella mia vita (e ancora non ho imparato!) devo organizzarmi per conto mio, perché altrimenti mi trovo a metà strada a piedi, senza soluzione, senza via d'uscita, senza nessuno che possa darmi una mano e con le gambe tagliate. La cosa che ancora non ha capito è che a me non mi ferma, mi rallenta, come ha sempre fatto ma non ci riesce a fermarmi. Cazzo no che non ci riesce.
Ieri pomeriggio la Tarta, nella sua dolcezza, mi ha mandato un link, magari ti garba, mi ha detto: Un romanzo in 6 parole. Questo è quello che mi è venuto fuori immediatamente:
Sono incazzata come una biscia australiana.
E non so come venire fuori da questa situazione. Miseriaccia.
