La pulce e la gnoma sono cadute vittima di una famigerata forma virale, che pare stia girando e chissà dove hanno raccattato, visto che ancora non frequentano l'asilo: evidentemente anche la gastroenterite ha infinite vie ed è alla fine anche a loro giunta.
La prima a cadere è stata la gnoma, che per due giorni è voluta stare azzeccata azzeccata alla sua mamma per quasi tutto il tempo, piagnucolando ogni tanto. La pulce, nella sua dabbenaggine, ha pensato che fosse la mammite di cui tutti parlano e che coglie i pargoli quando non stanno bene.
Quando però due giorni dopo anche lei ha cominciato a mostrare i primi sintomi del morbo (stomaco sottosopra, migliaia di spilli nelle budella, nausea che neanche in gravidanza, sudori freddi e senso di svenimento continuo), il messaggio che sua figlia da due giorni le stava lanciando le è apparso in tutta la sua chiarezza: fate qualcosa - mi sento malissimo - aiuto.
In questo frangente, la pulce ha scoperto che i pediatri non sono come i veterinari. Il che non è un complimento, per i pediatri. Nel senso che alla pulce, appena la gnoma si è sentita male, è sembrato normale nonché ovvio chiamare la pediatra per fissare un appuntamento durante il suo orario di visite nel pomeriggio. Questo perché, ogni volta che un suo animaletto non è stato bene, anche se spesso la sua prima diagnosi si rivelava essere concorde con quella del veterinario, si è sempre sentita dire: "si però portamelo, che lo voglio visitare."
E invece, sorprendentemente, la pediatra invece di fissare l'appuntamente ha risposto che la visita era del tutto non necessaria, che nella sua eventualità lei si sarebbe solo potuta limitare a constatare lo stato di disidratazione, per il quale si va direttamente in ospedale, e ha prescritto per telefono dei fermenti lattici e dei sali minerali, "tanto si tratta di una forma virale che gira e che si risolve in un paio di giorni."
My compliments.

