Sottigliezze
Qualche sera fa la pulce, il principe grospo e la pulcina sono stati ospiti a casa di amici del grospo.
Anche loro con una bimba, di poco più piccola della pulcina.
A un certo punto, mentre le bimbe giocavano sul tappeto, ognuna rigorosamente con i giocattoli dell'altra, l'amica ha chiesto se anche alla pulcina piacesse la musica e se poteva mettere su un CD.
"Ma volentieri!" ha risposto la pulce, e lei ha messo su una compilation dello Zecchino d'Oro.
La pulce ha avuto pudore a dire che le sue giornate e quelle della pulcina iniziano con questa:
(un bacio e un grazie alla Tarta, che è appunto la compilation "40" appositamente fatta per la pulce ad iniziare con Alive dei Pearl Jam.
e imperitura gratitudine a Steff che con infinita pazienza ha spiegato alla pulce come si fa a postare i filmati di YouTube)
La pulce e la gnoma sono cadute vittima di una famigerata forma virale, che pare stia girando e chissà dove hanno raccattato, visto che ancora non frequentano l'asilo: evidentemente anche la gastroenterite ha infinite vie ed è alla fine anche a loro giunta.
La prima a cadere è stata la gnoma, che per due giorni è voluta stare azzeccata azzeccata alla sua mamma per quasi tutto il tempo, piagnucolando ogni tanto. La pulce, nella sua dabbenaggine, ha pensato che fosse la mammite di cui tutti parlano e che coglie i pargoli quando non stanno bene.
Quando però due giorni dopo anche lei ha cominciato a mostrare i primi sintomi del morbo (stomaco sottosopra, migliaia di spilli nelle budella, nausea che neanche in gravidanza, sudori freddi e senso di svenimento continuo), il messaggio che sua figlia da due giorni le stava lanciando le è apparso in tutta la sua chiarezza: fate qualcosa - mi sento malissimo - aiuto.
In questo frangente, la pulce ha scoperto che i pediatri non sono come i veterinari. Il che non è un complimento, per i pediatri. Nel senso che alla pulce, appena la gnoma si è sentita male, è sembrato normale nonché ovvio chiamare la pediatra per fissare un appuntamento durante il suo orario di visite nel pomeriggio. Questo perché, ogni volta che un suo animaletto non è stato bene, anche se spesso la sua prima diagnosi si rivelava essere concorde con quella del veterinario, si è sempre sentita dire: "si però portamelo, che lo voglio visitare."
E invece, sorprendentemente, la pediatra invece di fissare l'appuntamente ha risposto che la visita era del tutto non necessaria, che nella sua eventualità lei si sarebbe solo potuta limitare a constatare lo stato di disidratazione, per il quale si va direttamente in ospedale, e ha prescritto per telefono dei fermenti lattici e dei sali minerali, "tanto si tratta di una forma virale che gira e che si risolve in un paio di giorni."
My compliments.
Pulcette e pulcine in azione

Le pulci intente nella drammatizzazione di "Solo chi sa nuotare può vivere nel mare!"

Autoscatto pulcioso. Notare come il viso della pulce, benché non sia esattamente smunto, è ben lungi dall'essere florido. La vaga sfumatura giallina-verdognola non è dovuta al flash quanto piuttosto al non riuscire a dormire una sola notte di fila da più di 15 mesi a questa parte.
Non è bello ciò che è bello, che bello che bello che bello.
La pulce vorrebbe condividere con i quattro gatti e il topo che la leggono una scena di vita vissuta. Giurando che tutto quello che sta per raccontare non è stato minimamente romanzato ma che si è esattamente svolto così com'è.
E dunque, un paio di giorni fa la pulce insieme alla gnoma si è recata al vicino supermercato per procurarsi del cibo per cena e, mentre indugiava tra gli scaffali, incontra una ragazza che aveva conosciuto al corso di preparazione al parto.
Dopo i convenevoli di rito ("quant'è bella la tua bambina", "ma quant'è bello il tuo", "ma guarda sembra una bambola", "ma che begli occhi questo bambolotto", "tu lo fai il secondo?" "ma non se ne parla proprio") la pulce le chiede spiegazioni sull'asilo nido e lei è prodiga di consigli e di ottime dritte. A un certo punto, parlando di punteggi e graduatorie, chiede alla pulce: "Ma tu lavori?" e la pulce risponde di si.
"E che lavoro fai?" chiede informandosi.
"La giornalista."
"Ah!"
Segue un attimo di pausa durante il quale la pulce viene squadrata da capo a piedi.
"Ah, quindi tu quando succede qualcosa, vai lì, col taccuino, la telecamera..."
La pulce sorridendo spiega che si occupa di musica.
"Ah!"
Segue un secondo attimo di pausa in cui la pulce di nuovo viene squadrata da capo a piedi.
E a questo punto, con un marcato accento romanesco molto periferico, che fino a qualche secondo prima non era così accentuato, la pulce è colta alla sprovvista con un "Quindiiiii te stai lllì che ascolti la musica tutto il gioooorno, scrivi... sai che pppalle!"
La pulce ha spalancato la bocca, ha sgranato gli occhi, le è venuto anche da ridere ma ciò che è veramente incredibile, non è riuscita a ribatterle nulla.
E lasciare la pulce senza parole, c'è da riconoscerlo, non è da tutti.
Perché sei 'na pecetta.
Due giorni fa, improvvisamente, verso le dieci di sera, la pulce era colta da improvvisa ipotermia. Freddo freddo e brividi e denti che battevano da non riuscire a venirne fuori.
Due ore dopo la pulce era finalmente avvolta dal calore della febbre, che toccava la notevole punta del 40 e mezzo.
La mattina dopo la mamma della pulce, detta anche felicissima nonna, avvertita del malanno della pulce lanciava il solito grido d'allarme: "Aaaah! Portatemi la bambina sennò si ammala anche lei!"
All'ormai quinto febbrone da ottobre, la pulce ha rinunciato a spiegarle che l'untrice in questione è appunto la gnoma, che raccatta normalissimi bacilli in giro, li potenzia e li ristarnutisce in faccia alla sua mamma. La quale cade ammalata come peso morto cade.
E ancora non andiamo all'asilo.
Tanto tuonò che piovve.
E tanto si arrabbiò, che un banale raffreddore si trasformò in bronchite. Si perché la pulce fa come gli animaletti, che quando si fanno male o subiscono uno choc, le loro difese immunitarie si abbassano e perciò il veterinario li mette sotto cura antibiotica preventiva. Siccome però il suo medico curante è un normalissimo medico allopatico e non il suo amico veterinario, la pulce gli antibiotici se li sta prendendo ora. Cioè dopo.
In compenso, in via dei matti numero zero, visto lo stato di evidente bisogno della pulce, che stamattina si distingueva con un notevole 39 di febbre, hanno deciso di comportarsi bene. Dal canto suo la pulce ha deciso di non farsi domande, di non chiedersi quanto durerà e se durerà: l'obiettivo è quello di arrivare a luglio, poi in qualche modo si organizzerà.
La gnoma in tutto questo è sempre più spettacolosa. Da brava scimmietta qual è, a gentile richiesta sfodera tutto il repertorio e: fa ciao, batte le manine, fa le farfalline, dà il cinque e manda baci. Tutto in fila. Ieri nella sala d'aspetto dello studio della pediatra, da cui la pulce l'ha portata preoccupatissima perché aveva un po' di tosse, salvo poi sentirsi dire "no signora, i polmoni sono liberi, è solo un po' raffreddore... lei piuttosto mi pare che abbia una brutta bronchite", alla gnoma deve essere sembrato di essere a una festa: pieni di bambini (anche un po' piagnucolosi) e lei che se li guardava raggiante e batteva le mani e rideva e li chiamava. Felicissima. Il che ha convinto la pulce, semmai ce ne fosse bisogno, che l'idea di mandarla all'asilo a ottobre è decisamente buona.
Anche sul lato pappe è stato fatto un notevole salto di qualità. A deciderlo è stato ovviamente la gnoma che domenica sera ha chiaramente fatto capire che lei di sbobbette non ne vuole più sapere e di volere mangiare la carne. Altrimenti detta ciccia. Sotto forma di fettina al vapore con olietto a crudo, di spezzatino con le patate, di pollo arrosto e anche di roast beef, basta che sia ciccia con un po’ di sughetto dove poter intingere il pane, come le piace tanto. Dopo la ciccia, ossia dopo essersi assicurata il piatto forte, può mangiare la pastina, con un po’ di sughetto leggero.
Effettivamente c’è da dire che con il cambio di menù, la notte dorme più a lungo. Senza però rinunciare al biberon delle 4, perché allo stomaco, si sa, non si comanda. E in questo è la degna figlia di suo padre, e anche un po’ di sua madre. Che comunque procede nella sua dieta a base di riso in bianco, tanta frutta… e un cioccolatino la sera perché la pulce è una drogata e non riesce a farne a meno. Un po’ di chiletti però li ha persi, e non è male.
Se anche questo peso che ha sul cuore si facesse più leggero…
1 - 24 - 12 - 39 - 40
La pulce non si è propriamente messa a dare i numeri (ma se ve li volete giocare, fate pure) ma nel titolo ha voluto sibillinamente dire che il primo compleanno della pulcina, lo scorso 24 dicembre appunto, è stato funestato da una febbrona a 39, quasi 40 verso la mezzanotte, dovuta ai due incisivi che tanto stanno faticando a venir fuori.
La piccolina faceva una tenerezza, debole debole per la febbre, che faticava a stare in piedi e cercava conforto in braccio alla mamma, la quale mamma dopo un paio d'ore che girava per casa con il fagottello di 9 kg abbandonato sulla spalla e sbrigava faccende con l'unica mano libera, a un certo punto ha pensato bene di sedersi prima che la sua schiena si spezzasse in due e ha lasciato che il principe grospo se la cavasse un po' da solo.
E il principe grospo, finalmente lasciato libero di agire, si è prodotto in una bellissima torta di compleanno, con doppio strato di pan di spagna, uno con la crema l'altro con il cioccolato, ricoperta di panna, e decorata con le roselline, proprio come quella di Nonna Papera, dolce e tenera come l'avevano pensata insieme, lui e la pulce. Il piccolo intoppo rappresentato dalla scritta con il cioccolato "Tanti auguri Agnese" è stato brillantemente superato grazie al provvido aiuto di ziuccia Vip, venuta apposta per finire di decorare la torta.
La cena per fortuna è stata a casa dei nonni ma ben presto alla pulcina è stato tolto il vestitino da bambola di velluto rosso e messo il pigiamino ed è stata messa a dormire sul divano, avvolta nella coperta e con le guance arrossate dalla febbre.
Non vi dirò della nottata, tutto sommato passata anche abbastanza tranquilla vista la situazione, grazie anche al fatto che la tachipirina è riuscita ad abbassare la febbre, che a mezzanotte era arrivata a 40, ma la pulce ogni ora si alzava a controllare la bambina che dormiva scoperta a sentire se era troppo calda o se al contrario stesse prendendo freddo e il principe grospo intanto cercava su internet gli effetti del sovradosaggio della tachipirina (si perché pur essendo la posologia 3 gocce per chilo di peso, a lui 27 gocce gli sembravano comunque troppe) leggendo di terribili necrosi del fegato e di altre belle cose, tanto per rendere più gradevole la vita.
Il giorno dopo per fortuna la pulcina ha sfebbrato e così le si è potuta fare finalmente la foto con la candelina. Le è stata fatta provare anche la panna che, come tutti gli altri derivati del latte, le ha fatto bellamente schifo. E nel pomeriggio, una volta usciti dalla casa dei nonni, alla chetichella se ne sono andati a farsi un giro alle giostre a Piazza Navona. E mentre la pulce guardava la sua pulcina tenuta dal papà sul cavalluccio, e li osservava mentre si scambiavano grandi sorrisi e sguardi pieni di felicità, ripensava a qualche anno prima, quando il grospo un po' bruscamente le aveva detto che a lui il natale non solo non piaceva ma che gli faceva venire il freddo interiore, ed ha sorriso pensando a quanto il destino, nella sua beffardagine, possa essere troppo divertente. Nonché bellissimo.
(Il destino è quel che è, non c'è scampo più per me.)
... Essì, è proprio già passato un anno... buon compleanno amorosa 

Perseverare è diabolico
La pulce è ufficialmente a dieta.
Aggiungerei anche felicemente, ché da quando ha dalla sua come alleato l'Eu*tirox, finalmente sta riuscendo a dimagrire, senza neanche troppo patire la fame, come invece faceva prima.
Si perché la pulce a un certo punto, da che era un chiodino taglia 40, piano piano ha cominciato a ingrassare. "Eh ma mica puoi pesare come a vent'anni, con gli anni si cambia" le aveva risposto la prima volta il medico quando la pulce gli aveva detto che secondo lei c'era qualcosa che non andava.
"Eh ma basta stare un po' attenti con l'alimentazione, e i chiletti di troppo si perdono" le aveva suggerito il medico la seconda volta che la pulce era tornata da lui.
Ma soltanto dopo aver sentito le parole magiche "non-rimango-incinta" il medico si era deciso a fare un controllino alla tiroide. I risultati sono noti: una pulcina di quasi 11 mesi che gattona velocissima per tutta casa e, appunto, una pillolina di Eu*tirox al giorno.
Sicché l'altra mattina, mentre faceva colazione, la pulce ha scoperto tra gli ingredienti dei suoi biscotti senza zucchero la presenza del maltitolo, testualmente "un dolcificante ipocalorico derivato dai cereali che esalta il gusto lasciando inalterata la dolcezza, non favorendo, inoltre, la formazione della carie."
La pulce nella sua astuzia ha pensato che forse questo maltitolo potesse sostituire lo zucchero nella camomillina serale della pulcina e ha proposto al principe grospo di fare un salto all'erboristeria all'angolo.
Ora, la pulce con questi qua aveva già avuto a che fare, ma si sa, per la pulcina questo ed altro. E poi sono gli unici in zona a vendere "prodotti naturali".
Il pomeriggio quindi i due vanno e chiedono se hanno questo maltitolo.
A domanda, l'erborista li guarda malissimo e non risponde.
La pulce le spiega che vorrebbe usarlo nella camomilla serale della bambina, visto che non favorisce la carie.
L'erborista le risponde seccata che il maltitolo, essendo un prodotto chimico, si vende in farmacia.
La pulce ringrazia, sta per andarsene ma il grospo, proditoriamente, se ne esce con un: "E qualcosa di simile ma di origine naturale non l'avete?", ignorando la pulce che lo sta strattonando per il capotto.
"Abbiamo il malto di riso. Ma non è dolce."
"E se non è dolce, per cosa lo si usa?"
Alè, è fatta, pensa la pulce alzando gli occhi al cielo.
"E' l'unico dolcificante ammesso nell'ayurvedica, viene usato spalmato sul pane come una marmellata."
"Quindi, è un po' dolce?"
Oddio non ne verremo fuori mai più, pensa la pulce guardandosi la punta delle scarpe, scoraggiata.
"No, nel modo più assoluto."
"E di cosa sa?"
Qualcuno mi salvi, pensa disperatamente la pulce guardandosi attorno.
"In effetti non saprei paragonarglielo a nulla."
La pulce accenna un timido "Andiamo?" ma niente.
"Si potrebbe assaggiare? Sa, per renderci conto... "
"Mi spiace, è terminato." A queste parole, la pulce intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e tirando energicamente per la manica il grospo, ringrazia l'erborista con un "Bene, allora torniamo, arrivederci". E si dirige diritta verso la farmacia.
Il grospo la guarda e le chiede: "Ma come? La tizia ha detto che è un prodotto chimico."
"La tizia è 'na pazza. Che si spalma come fosse marmellata una cosa che però non è dolce e non è nemmeno marmellata. E manco nutella. E soprattutto non ci ha risolto un problema."
"E quindi?"
"Quindi proviamo a vedere se la scienza ci è amica."
La scienza non è stata molto più amica, la pulcina continua per ora a bere la sua camomillina mi*lupa e la pulce ha deciso più saggiamente di chiedere consiglio alla pediatra. Decisione presa ovviamente mentre si mangiucchia il suo biscottino senza zucchero ma con maltitolo.
Vip&Vip (e la pulcina) alla riscossa!
E anche quest'anno la pulce e la Vip sono andate a Perugia all'Eurochocolate.
Strategicamente di mercoledi, perché nei finesettimana, durante la manifestazione, è impossibile arrivare in centro.
E tatticamente con la pulcina, ché a un certo punto la pulce se l'è presa in braccio e la carrozzina, spinta dalla Vip, tipo carrello della spesa, è servita per portare le buste piene di cioccolata.
Si perché le vip ogni anno all'Eurochocolate fanno le scorte per tutto l'anno. Impossibile fare altrimenti. Per esempio: trovi le ciliege in liquore al cioccolato, che fai ce le lasci? No.
E il dolce di cioccolato di Modigliana, ce lo vogliamo lasciare? Assolutamente no.
E la grappa al cioccolato? Ma neanche a pensarci.
E il cioccolato "Origine Unico"? Sarebbe un crimine non prenderlo.
E la cioccolata belga? Vabbè, quella è il minimo.
E il vero torrone sardo? Anche se non è di cioccolata, come dire, è buono, lo si prende.
Senza contare poi il fattore pulcina. Perché, andare all'Eurochocolate con una bambina ha i suoi vantaggi.
Per esempio, passi davanti allo stand della Nes*quik e ti danno l'omaggio "per la bambina". Che notoriamente a 10 mesi non solo non beve il latte con il nes*quik ma ancora non ha nemmeno cominciato a berlo il latte di mucca. Ma le vip questo al signor nes*quik con tanto di maschera da coniglio non l'hanno detto e anzi con gli occhi grandi grandi gli hanno chiesto: "E a noi l'omaggio non lo dà? Solo alla bambina?". Ed è stata fatta.
Scoperto il trucco, a questo punto è stata la fine, o l'inizio, dipende dai punti di vista: assaggini che fioccavano che era una meraviglia. Fantastico. Le vip non potevano credere ai loro occhi. Non hanno dovuto supplicare come negli anni precedenti, i cioccolatini sono piovuti così, alla sola vista della pupa. Meraviglioso.
Prese poi dall'esaltazione dovuta al troppo cioccolato, arrivate davanti a una giostra, bellissima come quella di Mary Poppins, le due, con l'occhio folle, si sono guardate e all'unisono hanno detto: "Non possiamo non farle fare un giro" e così sono salite, la pulce con la pulcina sulla carrozza di Cenerentola e la vip davanti sul cavallo, tutte e tre con la stessa espressione di assoluta felicità e meraviglia.
Sulla via del ritorno, verso Roma, mentre la pulcina dormiva, le vip hanno cominciato a pensare dove altro si potrebbe andare con la pupa, posti in cui fino a poco tempo fa, senza di lei, si sarebbero un po' vergognate ad andare. Ma ora... Sia ben chiaro, però che le vip si sacrificano solo ed esclusivamente per il bene della bambina. Certo.
