Ce ne sarebbero di cose di cui scrivere, solo che la consueta leggerezza che in genere mi accompagna, in questi giorni si è un po' dileguata.
Vorrei parlare del primo maggio rosso e proletario un po' mesto di quest'anno. Ma con le bandiere rosse che sventolavano e con persone a cui voglio bene e che era un po' che non riuscivo a incontrare. E un pensiero è andato al comandante, che chissà che avrebbe detto di quello che stiamo passando adesso.
Vorrei parlare (ma non lo farò! limitandomi a sogghignare tra me e me) della pochezza di una certa persona, che pensando di farmi un dispetto, è riuscita solo a fare male il proprio lavoro. D'altra parte, si sa, quando una persona è poca, è poca.
Vorrei dire che ieri ho visto AnnoZero con le mani nei capelli.
Che una settimana fa mi hanno fregato il passeggino.
E che stamattina ho iniziato una lotta dura e senza paura. Alla cocciniglia. E ho insaponato e lavato con la spugnetta tutto il limone e il mandarino cinese.
Insomma appena riesco a ricominciare a pensare che la vita sia una pesca meravigliosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa, racconto un po' di cose. Magari potrei iniziare col raccontare della pulce che ha passato la mattinata a insaponare gli alberi.
Attenzione: post infarcito di improperi.
Bene. L'incazzatura è tanta. Parecchia. Clamorosa.
Leggo in giro e la carogna mi monta sempre di più. Ancora si parla di voto utile, ancora si parla di astensionismo come segnale di ignavia. Ancora. Ancora non si è capito a che livelli di incazzatura è arrivata la gente. Si preferisce pensare che non sia andata a votare perché ha approfittato della bella giornata di sole per andarsene al mare. Certo. E' sicuramente preferibile pensarlo, è più rassicurante che fermarsi a riflettere sui motivi che hanno spinto le persone a non votare.
Due anni fa il centro-sinistra in campagna elettorale aveva detto cose ben precise: si sarebbero fatti i PACS, si sarebbe risolto il problema del precariato, vergognoso quanto urgente, e sarebbero state ritirate le truppe. Questi erano i tre punti principale della campagna.
E la gente, che sicuramente non ne poteva di più di cinque anni di governo berlusconi, ha votato l'ulivo.
Io l'ho votato. Che già era un po' troppo di centro per i miei gusti, ma che fai? non lo voti? rischi altri 5 anni di nano pelato? e poi c'è anche Fausto, lui è tipo tosto, non ci deluderà. Non ci tradirà.
Poi c'è stato l'indulto di Mastella, poi ci si è piegati al volere del papa e i pacs trasformati in dico sono andati a farsi friggere, e alla via così. E già un anno dopo mi chiedevo che cazzo li avevo votati a fare. E la sinistra in Parlamento a dire di si a tutto. Franca Rame, da grande donna qual è, che si chiedeva se non si dovesse dimettere, e io la capivo, dal profondo del cuore, che stare lì a fare l'ostaggio, perché se cade il governo è colpa sua, deve essere stato tutt'altro che piacevole. E poi vabbè c'ha pensato Mastella.
E arriva il tenero Uolter. Con la grande pensata del voto utile, il cui semplice principio è: il tuo voto è utile quando voti me, se lo dai a un altro è perso. Ma beati i cazzi tuoi! mi viene così, di prima acchito da pensare.
Ma poi me lo spieghi perché dovrei utilmente votare te, che mi candidi la Binetti, che non solo non mi rappresenta, non mi tutela ma mi danneggia?! Sempre per i suddetti beati cazzi tuoi. Ovviamente.
Quello che nessuno ma proprio nessuno si aspettava è stato il crollo dei voti della sinistra. Il problema dei partiti di sinistra è che, a differenza degli altri, loro hanno un eletterato intelligente, quel minimo che basta per avere una memoria a medio-lungo termine e che se lo ricorda quello che avevi promesso due anni fa e come ti sei invece comportato una volta eletto. Con tutti i tuoi ottimi motivi, per carità. Però vaffanculo i pacs non ce li abbiamo avuti e siamo ancora tutti precari. Permetti?
E ora tutti a riempirsi la bocca che finalmente i comunisti sono fuori dal Parlamento. Ora, senza stare a fare troppe analisi ma la sinistra che è tutta senza distinzioni extra parlamentare, non è mica una bella cosa. Il dubbio è che questi non l'hanno mica capito ancora che pentola a pressione c'hanno sotto la sedia.
I comunisti fuori dal Parlamento. Io sono sempre stata fiera di essere di sinistra. Se mi dici che sono comunista, mi hai fatto un complimento, non mi hai insultato. Perché sono fiera di mio nonno, che con quattro figli, si è rifiutato di prendere la tessera fascista e si arrabbattato con mille lavoretti, pur di non cedere, pur di difendere le sue idee. E allora c'era la dittatura fascista in Italia, e lui ha alzato la testa e ha detto no.
E io sono tanto furente. E mi auguro che la classe politica di sinistra sia tanto intelligente da cogliere questa sconfitta come un'occasione per rifondarlo veramente il partito comunista in Italia. Che ne abbiamo tanto bisogno.
Dovrei scrivere un post ma in effetti non ho molto da dire.
Tranne che sono 40. Non di febbre. Son proprio 40.
Dopo gli auguri, tutti a chiedere: allora, come ci si sente? Mah, uguale. Nulla di speciale. Insomma, nessuna folgorazione. E, a parte il fatto che a me il mio compleanno piace in genere e che per quest'ultimo sono stati indetti quaranta giorni di festeggiamenti, non mi sento in nessun modo particolare.
L'altro giorno siamo state dal parrucchiere, la gnoma ed io. E mentre lei giochicchiava nel passeggino, io con i capelli bagnati, seduta sulla poltroncina davanti allo specchio ho deciso con il parrucchiere che taglio fare. Mi è tornato in mente quando a vent'anni, i capelli lunghi fino alla vita, non proprio comodissimi, soprattutto perché andavo al corso di nuoto tre volte a settimana, sentenziai che a quarant'anni li avrei tagliati, perché trovavo che i capelli lunghi non stessero bene alle donne di una certa età.
Mi sono quindi guardata, con i jeans, la maglietta con il pupazzetto davanti e la felpa rosa (vestita come la gnoma insomma) e con i miei capelli lunghi. E ho optato per un'aggiustatina, la frangetta e una spuntatina. Ma poco.
A casa mia il rispetto della vita non è disgiunto dal rispetto per la persona. Che vergogna.
Non è un buon periodo per me questo. Lo è così poco, da non riuscire a parlare, come Maradona, di me stessa in terza persona, e da non riuscire a cogliere nemmeno una piccola virgola su cui ridere.
Mi arrivano delle bordate di cattiveria e malignità che non solo non mi merito ma per di più dalla persona che per antonomasia dovrebbe donarmi amore incondizionato.
Sono talmente furente che non mi va nemmeno di scriverne qui sul blog. Un amico una volta mi ha detto "non scrivere queste cose, se le leggesse pensa come ci rimarrebbe male." Bene, a questo amico mi sento di rispondere oggi che è tanta la malafede che farebbe finta di non capire e negherebbe tutto, l'evidenza soprattutto.
Come sempre nella mia vita (e ancora non ho imparato!) devo organizzarmi per conto mio, perché altrimenti mi trovo a metà strada a piedi, senza soluzione, senza via d'uscita, senza nessuno che possa darmi una mano e con le gambe tagliate. La cosa che ancora non ha capito è che a me non mi ferma, mi rallenta, come ha sempre fatto ma non ci riesce a fermarmi. Cazzo no che non ci riesce.
Ieri pomeriggio la Tarta, nella sua dolcezza, mi ha mandato un link, magari ti garba, mi ha detto: Un romanzo in 6 parole. Questo è quello che mi è venuto fuori immediatamente:
Sono incazzata come una biscia australiana.
E non so come venire fuori da questa situazione. Miseriaccia.
Il respiro mi respira.
Alla pulce, il dubbio che la stessero fregando, era venuto durante uno degli incontri di preparazione al parto. Quella volta, infatti, avevano appena finito, lei e le altre panciotte sue compagne di corso, una rilassantissima mezz'ora di training autogeno sdraiate ad occhi chiusi, con tanto di musichetta un po' new age, di quella che si sente l'acqua del ruscello che scorre, e con l'ostetrica che ripeteva con tono un po' ipnotico: "Il respiro mi respira.... il mio corpo è uno spazio pieno.....", quando una delle ragazze aveva chiesto se anche durante il travaglio ci sarebbe stata quella musichina tanta carina.
L'ostetrica le aveva guardate con un'espressione tipo "oh gesù queste non hanno la più pallida idea di cosa le aspetta" e aveva risposto con un laconico no.
Un'altra ingenuamente allora aveva chiesto se questa respirazione che avevano appena imparato avrebbero dovuto farla durante il travaglio: questa volta l'ostetrica non aveva proprio neanche avuto il coraggio di guardarle in faccia e aveva risposto con un altro laconico no.
La pulce, nella sua beata innocenza, aveva osservato in silenzio tutta la scena e aveva pensato: "Aha, tanto io vi frego tutti: prima di tutto mi faccio fare l'epidurale e, secondo, sono mesi che mi esercito con la respirazione yoga: io ascolterò il mio corpo e i segnali che mi manderà e tutto andrà benissimo!" e per i giorni a seguire ogni tanto aveva ripetuto a se stessa queste parole, come un mantra. Però. Certo quella faccia dell'ostetrica aveva un po' crinato la sua granitica sicurezza. Ma la pulce aveva scacciato con una mano quei brutti pensieri esattamente come si scaccia una mosca fastidiosa davanti agli occhi ed era andata avanti, serenamente.
Il 23 dicembre alle 8 di mattina finalmente erano arrivate le contrazioni, puntuali ogni 5 minuti, dolorosette ma insomma nemmeno tanto: la pulce diligentemente aveva cominciato a segnarne la frequenza sul foglio di carta, il grospo si era emozionato e l'aveva guardato con gli occhi grandi e le aveva detto: "Ma allora ci siamo?" Pare di si, aveva risposto la pulce, mentre lo guardava con gli occhi altrettanto grandi.
Ingenui.
Verso le 8 di sera, visto che nulla era cambiato, i due avevano deciso di andare in ospedale per un controllo, ripetendosi l'un l'altra: "Ma non saranno quelle, dicono che son tanto dolorose..."
Ingenui.
A mezzanotte si erano rotto le acque ed era iniziato il travaglio, quello vero. E alla pulce era stato immediatamente chiaro sia il profondo significato della parola travaglio, sia che lo stupido libro yoga sullo zen e l'arte di partorire che tanto avidamente aveva letto non le sarebbe servito a niente, e sia che al corso di preparazione al parto l'avevano bellamente presa per i fondelli.
La pulce però, non si era persa d'animo e, analisi del sangue alla mano, aveva detto all'ostetrica di volere l'epidurale. L'ostetrica con voce gentile le aveva risposto: " Va bene tesoro, però dobbiamo aspettare che tu sia dilatata di almeno 4 cm e tu ora sei tutta chiusa."
La pulce, nella sua dabbenaggine, si era detta d'accordo, tanto quanto ci vorrà mai ad arrivare a 4 cm, poco, no?
Nove ore. Le ci erano volute nove lunghissime e interminabili ore per arrivare a soli 4 cm. L'ostetrica, pensando probabilmente di incoraggiare la pulce, che a quel punto era sinceramente sconfortata, le aveva detto: "Su su, e allora io che ne ho fatti due di figli?"
La pulce guardandola con terrore le aveva chiesto: "Tutti e due con parto naturale?"
" Si certo!" aveva risposto quella con un gran sorriso pieno di orgoglio.
La pulce, sempre più terrorizzata, perché aveva realizzato di essere nelle mani di una pazza fuori di senno che non avrebbe mai potuto aiutarla, aveva cominciato a invocare l'anestesista, che era arrivato come un angelo salvatore a darle la morfina.
Buona. Bella. Miracolosa. Tre ore dopo nasceva infatti la pulcina.
Quali insegnamenti ne ha tratto la pulce?
1. Prendere a randellate sui denti tutti quelli che dicono "eeeeehhhh che sarà mai, sono milioni di anni che si fanno figli": siccome in genere sono gli uomini che se escono con questo tipo di frasi, provassero a farsi uscire un'arancia da una narice e poi ne riparliamo.
2. Non buttare i soldi in stupidi e inutili libri yoga sullo zen e l'arte di partorire.
3. Non fidarsi di quelli che ti dicono "prova prima a vedere se ce la puoi fare da sola": mentono. Andare preparate con tutte le analisi a posto e chiedere la droga.
4. ... (qualcos'altro mi verrà sicuramente in mente...)
Caro Direttore ci scrivo...
"La signora Berlusconi Veronica, lodata da tutti come esempio perfetto di rassegnazione e riservatezza domestica, e cioè il sogno di ogni marito medio italiano, fascistoide e virilista di merda, è uscita allo scoperto con una clamorosa lettera a "Repubblica". Siamo entrati in possesso dell'originale non censurato dal giornale fondato da Scalfari, grazie a uno stalliere di Arcore, che ha avuto occasione di penetrare nel Mac di Miriam (pardon di Veronica). Ecco l'originale della missiva. [...]"
Come sempre, su Mucchio.it si scoprono delle vere e proprie genialate
il resto della (bellissima!) lettera qui
Mo' me lo segno... Nell’antico testo ebraico noto come il Libro dei “segreti” di Enoch, l’autore descrive il suo viaggio attraverso i dieci cieli e il suo incontro con Dio. Rimane molto sorpreso quando scopre che nel terzo cielo c’è anche l’inferno. Perché ti dovrebbe interessare? Perché penso che potrebbe aiutarti a capire l’apparente anomalia che stai per scoprire. Vivrai un’esuberante avventura in circostanze paradisiache, ma ci sarà una zona diabolica annidata nel cuore di tanta bellezza. Non sarà un grosso problema o una seccatura eccessiva, purché tu la riconosca subito e riesca ad aggirarla. No comment Se (ma per caso,eh! ) qualcuno volesse (ma solo per gioco, ovviamente!) curiosare può cliccare con assoluta no chalance su www.internazionale.it/oroscopo/

Ariete (21 marzo - 19 aprile)

Il segreto di pulcinella
Ultimamente il tempo sta volando, anche se sfuggendo sarebbe il termine più esatto.
E mi sembra di non far in tempo a fare tutto quello che dovrei. Alterno momenti in cui sono ansiosa e preoccupata, come se stessi preparando un esame e temessi di non finire in tempo il programma, e momenti in cui sono di una calma olimpica, dovuta forse al fatto che, comunque, preparata o no, quel giorno non potrò fuggire, sicché tanto vale predisporsi positivamente.
La cosa per me veramente strana ma soprattutto nuova è che tutto sta andando come deve andare, indipendentemente da quello che faccio o non faccio. E se da una parte è rassicurante, dall'altra parte, beh mica poi tanto, visto che non ne ho il controllo.
Ma come insegna Hermione Granger, nei momenti di panico è meglio cercare conforto nei libri e perciò leggo, leggo tutto, e un po' di controllo lo riprendo e penso si, ce la posso fare, tranne poi scuotere la testa e dire non ce la farò mai. Vabbè, in qualche modo andrà. Speriamo bene. E faccio respirazione yoga, io che nello yoga non è che mi ci ritrovo poi tanto e che, come mi ha detto una volta la mia amica Antonia, lo faccio come se stessi facendo aerobica. Ma tanto respirare fa bene, no? Appunto.
Per molti queste mie considerazioni hanno poco senso, lo so.
Per chi invece un senso ce l'hanno, tenete ancora il segreto per un po', tanto manca poco. Terribilmente molto poco. Think positive.
Un po' di sana demagogia
La pulce, patendo anche lei, come la maggior parte degli italiani, la cosiddetta "crisi della terza settimana del mese", nella sua infinita ingenuità aveva pensato che sarebbe stato veramente astuto da parte sua cercarsi un lavoretto extra per arrotondare il suo stipendio di mille euretti e non arrivare alla fine del mese con l'acqua alla gola.
E così era stato, aveva trovato il suo bel lavoretto che le aveva fruttato, udite udite, la bellezza di ben 2500 euri in più NON al mese, sia ben chiaro, ma in un anno! al netto della ritenuta d'acconto del 20%, ovviamente.
Quando perciò nel giugno scorso la sua amica commercialista l'aveva chiamata per comunicarle che, a differenza degli anni passati, la pulce non era a credito ma che al contrario avrebbe dovuto pagare 500 euri di irpef, potete ben immaginare che razza di tegola le era caduta in testa e i conseguenti pensieri del tipo: ma chi diavolo me l'ha fatto fare, me ne potevo stare a casa a leggermi un libro, e ci si era pure fatto la campagna elettorale sullo slogan meno tasse per tutti, e via discorrendo.
Per tutta questa serie di motivi, ieri, quando la pulce ha visto su repubblica.it il link "Calcolate la vostre tasse" ha pensato di vedere che altra bella tegola le preservasse il futuro, vista anche la preoccupazione generale. Ha perciò impostato le cifre e questo è stato il verdetto:
Irpef 2006 2.518,94 €
Assegni familiari 2006 0,00 €
Irpef 2007 2.415,45 €
Assegni familiari 2007 0,00 €
Pagherai (Irpef) 103,49 € in meno
Otterrai (Assegni) gli stessi assegni dell'anno scorso
Avrai a disposizione 103,49 € in piu'
No, così, per dire.
