Sottigliezze
Qualche sera fa la pulce, il principe grospo e la pulcina sono stati ospiti a casa di amici del grospo.
Anche loro con una bimba, di poco più piccola della pulcina.
A un certo punto, mentre le bimbe giocavano sul tappeto, ognuna rigorosamente con i giocattoli dell'altra, l'amica ha chiesto se anche alla pulcina piacesse la musica e se poteva mettere su un CD.
"Ma volentieri!" ha risposto la pulce, e lei ha messo su una compilation dello Zecchino d'Oro.
La pulce ha avuto pudore a dire che le sue giornate e quelle della pulcina iniziano con questa:
(un bacio e un grazie alla Tarta, che è appunto la compilation "40" appositamente fatta per la pulce ad iniziare con Alive dei Pearl Jam.
e imperitura gratitudine a Steff che con infinita pazienza ha spiegato alla pulce come si fa a postare i filmati di YouTube)
Dovrei scrivere un post ma in effetti non ho molto da dire.
Tranne che sono 40. Non di febbre. Son proprio 40.
Dopo gli auguri, tutti a chiedere: allora, come ci si sente? Mah, uguale. Nulla di speciale. Insomma, nessuna folgorazione. E, a parte il fatto che a me il mio compleanno piace in genere e che per quest'ultimo sono stati indetti quaranta giorni di festeggiamenti, non mi sento in nessun modo particolare.
L'altro giorno siamo state dal parrucchiere, la gnoma ed io. E mentre lei giochicchiava nel passeggino, io con i capelli bagnati, seduta sulla poltroncina davanti allo specchio ho deciso con il parrucchiere che taglio fare. Mi è tornato in mente quando a vent'anni, i capelli lunghi fino alla vita, non proprio comodissimi, soprattutto perché andavo al corso di nuoto tre volte a settimana, sentenziai che a quarant'anni li avrei tagliati, perché trovavo che i capelli lunghi non stessero bene alle donne di una certa età.
Mi sono quindi guardata, con i jeans, la maglietta con il pupazzetto davanti e la felpa rosa (vestita come la gnoma insomma) e con i miei capelli lunghi. E ho optato per un'aggiustatina, la frangetta e una spuntatina. Ma poco.
Perché sei 'na pecetta.
Due giorni fa, improvvisamente, verso le dieci di sera, la pulce era colta da improvvisa ipotermia. Freddo freddo e brividi e denti che battevano da non riuscire a venirne fuori.
Due ore dopo la pulce era finalmente avvolta dal calore della febbre, che toccava la notevole punta del 40 e mezzo.
La mattina dopo la mamma della pulce, detta anche felicissima nonna, avvertita del malanno della pulce lanciava il solito grido d'allarme: "Aaaah! Portatemi la bambina sennò si ammala anche lei!"
All'ormai quinto febbrone da ottobre, la pulce ha rinunciato a spiegarle che l'untrice in questione è appunto la gnoma, che raccatta normalissimi bacilli in giro, li potenzia e li ristarnutisce in faccia alla sua mamma. La quale cade ammalata come peso morto cade.
E ancora non andiamo all'asilo.
Ma tu, non hai fame?
La pulce è in una insospettata e insospettabile (quanto opportuna) fase anoressica.
Niente paura, non c'è da preoccuparsi, ché la pulce, tra dolce attesa e allattamento, ha accumulato riserve tali da potersi permettere di affrontare, che so, almeno due edizioni di fila dell'isola degli affamati.
Talmente insospettata e insospettabile è questa fase da essere passata del tutto inosservata a tutti. E in quanto ben lungi dall'avere le physique dell'anoressica, la pulce, senza stare a farsi troppi problemi, si è limitata a registrare con una certa soddisfazione di essere dimagrita di un discreto numero di chili.
Mercoledi scorso, dovendo sbrigare un po' di noiose faccende burocratiche a Todi, la pulce e il principe grospo si sono svegliati sul presto, hanno fatto colazione davanti al telegiornale, il grospo con il suo mezzo litro di latte e nesquick e le fette biscottate, la pulce con la sua tazza di zymil con 4 orosaiwa + 1 per la gnoma, si sono quindi lavati, vestiti, hanno consegnato la gnoma alla felicissima nonna e sono partiti.
Alle undici, all'altezza di Magliano Sabina il principe grospo ha proposto il primo caffè all'autogrill ma la pulce ha fatto notare che era già un po' tardi e che avrebbero fatto meglio a proseguire.
Alle due, finito il primo giro per uffici, il principe grospo ha allora proposto un pezzo di pizza al taglio e un (secondo) caffè ma la pulce ha invece ribattuto con un "passiamo prima a casa e scarichiamo le cose che dobbiamo lasciare" e non se ne è fatto nulla.
Alle due e mezzo, finito di scaricare, visto che c'era un bel sole, la pulce ha proposto di potare la rosa rampicante, "sennò la prossima volta che torniamo farà già caldo, ci troviamo di nuovo il nido di vespe e chi si avvicina."
Dopo un'ora, avendo avuto ragione sull'intrigo di rami e di spine, i nostri hanno riposto gli attrezzi, hanno richiuso casa e sono risaliti in macchina. E il grospo è tornato alla carica con la pizza e il (terzo) caffè. La pulce ha però risposto che sarebbe invece stato meglio andare nell'ufficio in centro, che stava giusto per aprire.
Alle cinque la pulce è uscita vittoriosa dall'ufficio con tutti i documenti che le servivano e ha proposto una romantica capatina al vivaio, per vedere magari qualche piantina carina per il terrazzo. A questo punto, il principe grospo, un po' pallido per la verità e molto provato, se l'è guardata come se un'entità aliena avesse preso possesso della sua dolce metà e con fare accorato le ha detto: "Ma vogliamo mangiare si o no, che sono quasi le sei! Ma tu di che campi, ma non c'hai fame?"
"Si un po' ma tanto tra un po' si cena, no?"
Fatto sta che da quando sono tornati a Roma, il principe grospo telefona alla pulce tre volte al giorno e con fare vago ma indagatorio si informa se ha mangiato, cosa ha mangiato ma soprattutto cosa è previsto per cena.
Comunicazione di servizio
La telefonella è schioppata.
Quindi se non rispondo a telefonate o SMS non è perché sono maleducata o è successo qualcosa a me o alla gnoma ma è perché la malefica continua a dire di essere off line. E io che pensavo che potesse essere solo accesa o spenta, ingenua che sono.
Per comunicazioni urgenti (visto che pure MSN mi fa lo strano) ma anche per comunicazioni e basta, potete:
a. chiamarmi a casa
b. telefonare a fabbio
c. mandare una mail
d. o mandare una neomail
e. o mandare (proprio alle brutte) un messaggio splinderino
Fine della comunicazione di servizio.
Bene, la pulce è ufficialmente vittima del famigerato blocco del blogger. Si perché non è che non ci siano cose di cui scrivere, troppe ce ne sarebbero, né d'altra parte le mancano spunti per qualche post dei suoi. Tipo, che so? la descrizione della gustosissima scena in cui la gnoma gioca a bubessettete con la gatta ermione, la quale da parte sua ostenta con sussiego una dignitosa indifferenza. O quella dell'altra sera, quando il principe grospo parlava di impedenza, e curve sinusoidali, e cavetti e woofer e subwoofer, e parlava parlava ed era quasi mezzanotte, e la pulce era assolutamente cotta dal sonno e lui invece parlava e non smetteva e voleva farle vedere il nuovo cms e lei a un certo punto gli ha chiesto: "Ma io, ti faccio un po' pena?"
Niente, la pulce non riesce a tirarci fuori uno straccio di post.
Sarà dovuto a un calo di zuccheri? Ah già, perché nel frattempo la pulce si è ufficialmente messa a dieta. Ufficiale, eh. Niente Orlandoni e supermega frappe di carnevale, che la volontà della pulce equivale a -100 e ci mette niente a capitolare, quindi badate, non tentatela, vi scongiuro, per favore, per carità.
La pulce infatti tipo una decina di giorni fa ha realizzato che tra quattro mesi saranno quaranta. Tiè. Ora, non è che ci voglia arrivare, come dice Marco, in splendida forma ma almeno un po' più in forma di adesso.
Sicché si è aperta pure un blog a dieta (privato perché esporsi così al pubblico ludibrio non mi pare proprio il caso) e quasi minuziosamente ci scrive ogni giorno quante tazzine di riso in bianco mangia a pranzo e di quanti variegati etti è dimagrita finora.
La cosa che sinceramente non le dà pace è la scomparsa dei propri addominali. Perché facendo due conti, la pulce ha cominciato a nuotare che aveva otto anni. E siccome (allora) era un po' gracilina, oltre ai 2 giorni a settimana di piscina, gli altri 3 li faceva di ginnastica. Questo fino agli 11 anni, quando ha cominciato a fare, con scarsissimi risultati, ginnastica ritmica. Quindi, la pulce è tornata al suo primo amore, il nuoto, e ha fatto vasche fino ai 21 anni. Poi si è trasferita a Todi, dove la piscina è aperta solo d'estate, ed ha ricominciato con la palestra, che ha continuato pure quando è tornata a Roma, e un po' pure quando era incinta. Ora, com'è possibile che 'sti addominali siano totalmente spariti è uno di quei misteri poco gaudiosi di cui è piena la vita.
Comunque, riuscirà la pulce ad abbandonare questo suo status di donna morbida e passare in quello di donna un po' meno morbida? Tra poco meno di 4 mesi vedremo. Nel frattempo la pulce ha ripescato dal fondo di uno degli scatoloni del trasloco il corso di ginnastica GAG e domani se lo fa riversare dalla vip da vhs a dvd, cd o quello che è. E poi ogni santo giorno si impegnerà a fare ginnastica, usufruendo del tappeto a quadratoni con le letterone su cui gioca la gnoma. Speriamo bene.
1 - 24 - 12 - 39 - 40
La pulce non si è propriamente messa a dare i numeri (ma se ve li volete giocare, fate pure) ma nel titolo ha voluto sibillinamente dire che il primo compleanno della pulcina, lo scorso 24 dicembre appunto, è stato funestato da una febbrona a 39, quasi 40 verso la mezzanotte, dovuta ai due incisivi che tanto stanno faticando a venir fuori.
La piccolina faceva una tenerezza, debole debole per la febbre, che faticava a stare in piedi e cercava conforto in braccio alla mamma, la quale mamma dopo un paio d'ore che girava per casa con il fagottello di 9 kg abbandonato sulla spalla e sbrigava faccende con l'unica mano libera, a un certo punto ha pensato bene di sedersi prima che la sua schiena si spezzasse in due e ha lasciato che il principe grospo se la cavasse un po' da solo.
E il principe grospo, finalmente lasciato libero di agire, si è prodotto in una bellissima torta di compleanno, con doppio strato di pan di spagna, uno con la crema l'altro con il cioccolato, ricoperta di panna, e decorata con le roselline, proprio come quella di Nonna Papera, dolce e tenera come l'avevano pensata insieme, lui e la pulce. Il piccolo intoppo rappresentato dalla scritta con il cioccolato "Tanti auguri Agnese" è stato brillantemente superato grazie al provvido aiuto di ziuccia Vip, venuta apposta per finire di decorare la torta.
La cena per fortuna è stata a casa dei nonni ma ben presto alla pulcina è stato tolto il vestitino da bambola di velluto rosso e messo il pigiamino ed è stata messa a dormire sul divano, avvolta nella coperta e con le guance arrossate dalla febbre.
Non vi dirò della nottata, tutto sommato passata anche abbastanza tranquilla vista la situazione, grazie anche al fatto che la tachipirina è riuscita ad abbassare la febbre, che a mezzanotte era arrivata a 40, ma la pulce ogni ora si alzava a controllare la bambina che dormiva scoperta a sentire se era troppo calda o se al contrario stesse prendendo freddo e il principe grospo intanto cercava su internet gli effetti del sovradosaggio della tachipirina (si perché pur essendo la posologia 3 gocce per chilo di peso, a lui 27 gocce gli sembravano comunque troppe) leggendo di terribili necrosi del fegato e di altre belle cose, tanto per rendere più gradevole la vita.
Il giorno dopo per fortuna la pulcina ha sfebbrato e così le si è potuta fare finalmente la foto con la candelina. Le è stata fatta provare anche la panna che, come tutti gli altri derivati del latte, le ha fatto bellamente schifo. E nel pomeriggio, una volta usciti dalla casa dei nonni, alla chetichella se ne sono andati a farsi un giro alle giostre a Piazza Navona. E mentre la pulce guardava la sua pulcina tenuta dal papà sul cavalluccio, e li osservava mentre si scambiavano grandi sorrisi e sguardi pieni di felicità, ripensava a qualche anno prima, quando il grospo un po' bruscamente le aveva detto che a lui il natale non solo non piaceva ma che gli faceva venire il freddo interiore, ed ha sorriso pensando a quanto il destino, nella sua beffardagine, possa essere troppo divertente. Nonché bellissimo.
(Il destino è quel che è, non c'è scampo più per me.)
Perseverare è diabolico
La pulce è ufficialmente a dieta.
Aggiungerei anche felicemente, ché da quando ha dalla sua come alleato l'Eu*tirox, finalmente sta riuscendo a dimagrire, senza neanche troppo patire la fame, come invece faceva prima.
Si perché la pulce a un certo punto, da che era un chiodino taglia 40, piano piano ha cominciato a ingrassare. "Eh ma mica puoi pesare come a vent'anni, con gli anni si cambia" le aveva risposto la prima volta il medico quando la pulce gli aveva detto che secondo lei c'era qualcosa che non andava.
"Eh ma basta stare un po' attenti con l'alimentazione, e i chiletti di troppo si perdono" le aveva suggerito il medico la seconda volta che la pulce era tornata da lui.
Ma soltanto dopo aver sentito le parole magiche "non-rimango-incinta" il medico si era deciso a fare un controllino alla tiroide. I risultati sono noti: una pulcina di quasi 11 mesi che gattona velocissima per tutta casa e, appunto, una pillolina di Eu*tirox al giorno.
Sicché l'altra mattina, mentre faceva colazione, la pulce ha scoperto tra gli ingredienti dei suoi biscotti senza zucchero la presenza del maltitolo, testualmente "un dolcificante ipocalorico derivato dai cereali che esalta il gusto lasciando inalterata la dolcezza, non favorendo, inoltre, la formazione della carie."
La pulce nella sua astuzia ha pensato che forse questo maltitolo potesse sostituire lo zucchero nella camomillina serale della pulcina e ha proposto al principe grospo di fare un salto all'erboristeria all'angolo.
Ora, la pulce con questi qua aveva già avuto a che fare, ma si sa, per la pulcina questo ed altro. E poi sono gli unici in zona a vendere "prodotti naturali".
Il pomeriggio quindi i due vanno e chiedono se hanno questo maltitolo.
A domanda, l'erborista li guarda malissimo e non risponde.
La pulce le spiega che vorrebbe usarlo nella camomilla serale della bambina, visto che non favorisce la carie.
L'erborista le risponde seccata che il maltitolo, essendo un prodotto chimico, si vende in farmacia.
La pulce ringrazia, sta per andarsene ma il grospo, proditoriamente, se ne esce con un: "E qualcosa di simile ma di origine naturale non l'avete?", ignorando la pulce che lo sta strattonando per il capotto.
"Abbiamo il malto di riso. Ma non è dolce."
"E se non è dolce, per cosa lo si usa?"
Alè, è fatta, pensa la pulce alzando gli occhi al cielo.
"E' l'unico dolcificante ammesso nell'ayurvedica, viene usato spalmato sul pane come una marmellata."
"Quindi, è un po' dolce?"
Oddio non ne verremo fuori mai più, pensa la pulce guardandosi la punta delle scarpe, scoraggiata.
"No, nel modo più assoluto."
"E di cosa sa?"
Qualcuno mi salvi, pensa disperatamente la pulce guardandosi attorno.
"In effetti non saprei paragonarglielo a nulla."
La pulce accenna un timido "Andiamo?" ma niente.
"Si potrebbe assaggiare? Sa, per renderci conto... "
"Mi spiace, è terminato." A queste parole, la pulce intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e tirando energicamente per la manica il grospo, ringrazia l'erborista con un "Bene, allora torniamo, arrivederci". E si dirige diritta verso la farmacia.
Il grospo la guarda e le chiede: "Ma come? La tizia ha detto che è un prodotto chimico."
"La tizia è 'na pazza. Che si spalma come fosse marmellata una cosa che però non è dolce e non è nemmeno marmellata. E manco nutella. E soprattutto non ci ha risolto un problema."
"E quindi?"
"Quindi proviamo a vedere se la scienza ci è amica."
La scienza non è stata molto più amica, la pulcina continua per ora a bere la sua camomillina mi*lupa e la pulce ha deciso più saggiamente di chiedere consiglio alla pediatra. Decisione presa ovviamente mentre si mangiucchia il suo biscottino senza zucchero ma con maltitolo.
Vip&Vip (e la pulcina) alla riscossa!
E anche quest'anno la pulce e la Vip sono andate a Perugia all'Eurochocolate.
Strategicamente di mercoledi, perché nei finesettimana, durante la manifestazione, è impossibile arrivare in centro.
E tatticamente con la pulcina, ché a un certo punto la pulce se l'è presa in braccio e la carrozzina, spinta dalla Vip, tipo carrello della spesa, è servita per portare le buste piene di cioccolata.
Si perché le vip ogni anno all'Eurochocolate fanno le scorte per tutto l'anno. Impossibile fare altrimenti. Per esempio: trovi le ciliege in liquore al cioccolato, che fai ce le lasci? No.
E il dolce di cioccolato di Modigliana, ce lo vogliamo lasciare? Assolutamente no.
E la grappa al cioccolato? Ma neanche a pensarci.
E il cioccolato "Origine Unico"? Sarebbe un crimine non prenderlo.
E la cioccolata belga? Vabbè, quella è il minimo.
E il vero torrone sardo? Anche se non è di cioccolata, come dire, è buono, lo si prende.
Senza contare poi il fattore pulcina. Perché, andare all'Eurochocolate con una bambina ha i suoi vantaggi.
Per esempio, passi davanti allo stand della Nes*quik e ti danno l'omaggio "per la bambina". Che notoriamente a 10 mesi non solo non beve il latte con il nes*quik ma ancora non ha nemmeno cominciato a berlo il latte di mucca. Ma le vip questo al signor nes*quik con tanto di maschera da coniglio non l'hanno detto e anzi con gli occhi grandi grandi gli hanno chiesto: "E a noi l'omaggio non lo dà? Solo alla bambina?". Ed è stata fatta.
Scoperto il trucco, a questo punto è stata la fine, o l'inizio, dipende dai punti di vista: assaggini che fioccavano che era una meraviglia. Fantastico. Le vip non potevano credere ai loro occhi. Non hanno dovuto supplicare come negli anni precedenti, i cioccolatini sono piovuti così, alla sola vista della pupa. Meraviglioso.
Prese poi dall'esaltazione dovuta al troppo cioccolato, arrivate davanti a una giostra, bellissima come quella di Mary Poppins, le due, con l'occhio folle, si sono guardate e all'unisono hanno detto: "Non possiamo non farle fare un giro" e così sono salite, la pulce con la pulcina sulla carrozza di Cenerentola e la vip davanti sul cavallo, tutte e tre con la stessa espressione di assoluta felicità e meraviglia.
Sulla via del ritorno, verso Roma, mentre la pulcina dormiva, le vip hanno cominciato a pensare dove altro si potrebbe andare con la pupa, posti in cui fino a poco tempo fa, senza di lei, si sarebbero un po' vergognate ad andare. Ma ora... Sia ben chiaro, però che le vip si sacrificano solo ed esclusivamente per il bene della bambina. Certo.
Un chilo di patate pesa di più di dieci patate da un etto
La pulce è al lavoro al suo computer, la scrivania-armadio (già a pieno regime) tracolma di fogli con appunti, libri e segnalibri sparsi, cinquanta almeno le pagine di explorer aperte.
Il principe grospo è ai fornelli che cucina il pranzo, alle 6 del pomeriggio: una corroborante aglio olio e peperoncino.
E intanto la pulce parla parla. L'argomento è la musica on line. Discutono, lei gli legge ad alta voce un paio di articoli e cita a memoria da un libro che poi, per maggior sicurezza prende e comincia a leggere: "Aggiungete che per un ragguardevole numero di album che hanno fatto la storia del rock la loro grandezza è assai maggiore della somma delle loro parti."
La pulce, che non è esattamente un genio in matematica, contrae il viso in una smorfia e si chiede perché mai ci si debba ostinare in questi modi di dire quando sarebbe tanto più facile dirlo in italiano.
Il principe grospo, che conosce le sue pulci, interviene e lancia la ciambella di salvataggio, prima che la pulce (con già gli occhi ridotti a due fessure, con il viso vagamente rivolto verso l'alto, un po' a destra, mentre tenta disperatamente di immaginare un qualcosa con delle parti maggiori più grandi di lui) affoghi: "Vuol dire che l'insieme ha più valore delle singole parti che lo costituiscono."
Una luce di comprensione e di graditudine illumina il volto della pulce, mentre guarda il grospo.
"Aaaah!" esclama felice la pulce "come dire che un chilo di patate pesa di più delle singole patate messe insieme. Ho capito!"
"Perfetto. Grande. Non avrei saputo sintetizzarlo meglio" ha chiosato il principe grospo e ha scolato la pasta.
La pulce ha riflettuto in silenzio come il suo, seppur illuminato, esempio denoti il fatto che ultimamente sta conducendo una vita un po' troppo casalinga.
Tocca cambiare un po' aria.
