Non è bello ciò che è bello, che bello che bello che bello.
La pulce vorrebbe condividere con i quattro gatti e il topo che la leggono una scena di vita vissuta. Giurando che tutto quello che sta per raccontare non è stato minimamente romanzato ma che si è esattamente svolto così com'è.
E dunque, un paio di giorni fa la pulce insieme alla gnoma si è recata al vicino supermercato per procurarsi del cibo per cena e, mentre indugiava tra gli scaffali, incontra una ragazza che aveva conosciuto al corso di preparazione al parto.
Dopo i convenevoli di rito ("quant'è bella la tua bambina", "ma quant'è bello il tuo", "ma guarda sembra una bambola", "ma che begli occhi questo bambolotto", "tu lo fai il secondo?" "ma non se ne parla proprio") la pulce le chiede spiegazioni sull'asilo nido e lei è prodiga di consigli e di ottime dritte. A un certo punto, parlando di punteggi e graduatorie, chiede alla pulce: "Ma tu lavori?" e la pulce risponde di si.
"E che lavoro fai?" chiede informandosi.
"La giornalista."
"Ah!"
Segue un attimo di pausa durante il quale la pulce viene squadrata da capo a piedi.
"Ah, quindi tu quando succede qualcosa, vai lì, col taccuino, la telecamera..."
La pulce sorridendo spiega che si occupa di musica.
"Ah!"
Segue un secondo attimo di pausa in cui la pulce di nuovo viene squadrata da capo a piedi.
E a questo punto, con un marcato accento romanesco molto periferico, che fino a qualche secondo prima non era così accentuato, la pulce è colta alla sprovvista con un "Quindiiiii te stai lllì che ascolti la musica tutto il gioooorno, scrivi... sai che pppalle!"
La pulce ha spalancato la bocca, ha sgranato gli occhi, le è venuto anche da ridere ma ciò che è veramente incredibile, non è riuscita a ribatterle nulla.
E lasciare la pulce senza parole, c'è da riconoscerlo, non è da tutti.
Perseverare è diabolico
La pulce è ufficialmente a dieta.
Aggiungerei anche felicemente, ché da quando ha dalla sua come alleato l'Eu*tirox, finalmente sta riuscendo a dimagrire, senza neanche troppo patire la fame, come invece faceva prima.
Si perché la pulce a un certo punto, da che era un chiodino taglia 40, piano piano ha cominciato a ingrassare. "Eh ma mica puoi pesare come a vent'anni, con gli anni si cambia" le aveva risposto la prima volta il medico quando la pulce gli aveva detto che secondo lei c'era qualcosa che non andava.
"Eh ma basta stare un po' attenti con l'alimentazione, e i chiletti di troppo si perdono" le aveva suggerito il medico la seconda volta che la pulce era tornata da lui.
Ma soltanto dopo aver sentito le parole magiche "non-rimango-incinta" il medico si era deciso a fare un controllino alla tiroide. I risultati sono noti: una pulcina di quasi 11 mesi che gattona velocissima per tutta casa e, appunto, una pillolina di Eu*tirox al giorno.
Sicché l'altra mattina, mentre faceva colazione, la pulce ha scoperto tra gli ingredienti dei suoi biscotti senza zucchero la presenza del maltitolo, testualmente "un dolcificante ipocalorico derivato dai cereali che esalta il gusto lasciando inalterata la dolcezza, non favorendo, inoltre, la formazione della carie."
La pulce nella sua astuzia ha pensato che forse questo maltitolo potesse sostituire lo zucchero nella camomillina serale della pulcina e ha proposto al principe grospo di fare un salto all'erboristeria all'angolo.
Ora, la pulce con questi qua aveva già avuto a che fare, ma si sa, per la pulcina questo ed altro. E poi sono gli unici in zona a vendere "prodotti naturali".
Il pomeriggio quindi i due vanno e chiedono se hanno questo maltitolo.
A domanda, l'erborista li guarda malissimo e non risponde.
La pulce le spiega che vorrebbe usarlo nella camomilla serale della bambina, visto che non favorisce la carie.
L'erborista le risponde seccata che il maltitolo, essendo un prodotto chimico, si vende in farmacia.
La pulce ringrazia, sta per andarsene ma il grospo, proditoriamente, se ne esce con un: "E qualcosa di simile ma di origine naturale non l'avete?", ignorando la pulce che lo sta strattonando per il capotto.
"Abbiamo il malto di riso. Ma non è dolce."
"E se non è dolce, per cosa lo si usa?"
Alè, è fatta, pensa la pulce alzando gli occhi al cielo.
"E' l'unico dolcificante ammesso nell'ayurvedica, viene usato spalmato sul pane come una marmellata."
"Quindi, è un po' dolce?"
Oddio non ne verremo fuori mai più, pensa la pulce guardandosi la punta delle scarpe, scoraggiata.
"No, nel modo più assoluto."
"E di cosa sa?"
Qualcuno mi salvi, pensa disperatamente la pulce guardandosi attorno.
"In effetti non saprei paragonarglielo a nulla."
La pulce accenna un timido "Andiamo?" ma niente.
"Si potrebbe assaggiare? Sa, per renderci conto... "
"Mi spiace, è terminato." A queste parole, la pulce intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e tirando energicamente per la manica il grospo, ringrazia l'erborista con un "Bene, allora torniamo, arrivederci". E si dirige diritta verso la farmacia.
Il grospo la guarda e le chiede: "Ma come? La tizia ha detto che è un prodotto chimico."
"La tizia è 'na pazza. Che si spalma come fosse marmellata una cosa che però non è dolce e non è nemmeno marmellata. E manco nutella. E soprattutto non ci ha risolto un problema."
"E quindi?"
"Quindi proviamo a vedere se la scienza ci è amica."
La scienza non è stata molto più amica, la pulcina continua per ora a bere la sua camomillina mi*lupa e la pulce ha deciso più saggiamente di chiedere consiglio alla pediatra. Decisione presa ovviamente mentre si mangiucchia il suo biscottino senza zucchero ma con maltitolo.
Le formiche pizzicarelle
Al grospo e alla pulce piace tanto andare all'ik*ea. C'è chi alla sola idea di andarci, si taglierebbe una gamba e invece loro si illuminano in viso come due lampadine, neanche andassero al Luna Park.
Intendiamoci, non sono degli acquirenti folli, di quelli per capirci che tornano a casa con un pacco da mille candele dal colore impossibile, pur di prendere qualcosa: no no, una volta adocchiato il mobile che potrebbe fare al caso loro, lo studiano intimamente, in tutte le sue parti, ogni incastro e ogni vitarella, e quando finalmente decidono che SI-PUÒ-FARE! vanno dal commesso ik*ea di turno e gli chiedono di scaricare il manuale di montaggio, ma "quello per i tecnici, eh! mica quello finto per i clienti!", chiantando puntualmente i 5 computer in rete che usano una sola stampante, che nel frattempo sta stampando le 25 pagine di pdf di manuale da loro richiesto.
Ormai i commessi ik*ea quando vedono il grospo e la pulce da lontano, fuggono. Probabilmente hanno una loro foto segnaletica con sotto l'avviso "attenti a 'sti due."
Il fatto è che abitano in una casa piccina picciò tanto carina sui tetti di Roma (un ex lavatoio, appunto) e che ha i soffitti più bassi delle case normali. Quindi, ogni mobile ik*ea che arreda la loro casuccia ha subito pesanti modifiche, nel senso che è stato segato, piallato, rifatti gli incastri e ridipinto. Come minimo. Come massimo, è stata cambiata anche la destinazione d'uso. Come ad esempio, il loro frigo-armadio, che per metà contiene un frigorifero e un congelatore a incasso, per l'altra metà è per l'appunto un armadio.
Ora i nostri due eroi si stanno cimentando nell'assemblamento del geniale armadio-scrivanie, la cui ideazione è tutto merito di quella astutissima di una pulce. La quale, qualche sera fa ha comunicato con orgoglio tutto materno che la pulcina, nel tentativo di afferrare la coda della povera gatta Ermione, ha provato a gattonare. Il grospo, però, invece di sfoderare un sorriso paterno, l'ha guardata con l'occhio pallato di chi temeva il peggio e il peggio infatti è arrivato: "Ca§§o, i fili elettrici e i cavi del computer che pendono dalla scrivania... ca§§o, siamo in ritardissimo sui tempi..."
La pulce ha preso in mano la situazione e il catalogo ik*ea e dopo un po' ha proposto: "Potremmo comprare un armadio ad angolo h*open e organizzarci dentro la postazione per il computer... anzi, sai che ti dico? potremmo affiancarci anche un modulo lineare così ci facciamo la mia di postazione e non lavoro più sul bancone della cucina. Così, quando non siamo al computer, chiudiamo le ante e la pisellina non tira giù niente. Che ne dici?"
Il grospo ha cominciato a guardare intensamente l'angolo della stanza e dopo un po' ha cominciato: "Beh, lo possiamo dipingere di bianco.... possiamo prendere le ante di vetro.... vediamo se c'è qualcosa all'angolo occasioni... vabbè domani andiamo all'ik*ea?"
La pulce ha sorriso e si è illuminata come una lampadina.
La casa piccina picciò per ora è un po' "esplosa" ma appena riacquisterà un aspetto decente e non sembrerà più un cantiere, saranno postate le foto di cotanto geniale manufatto.
Il respiro mi respira.
Alla pulce, il dubbio che la stessero fregando, era venuto durante uno degli incontri di preparazione al parto. Quella volta, infatti, avevano appena finito, lei e le altre panciotte sue compagne di corso, una rilassantissima mezz'ora di training autogeno sdraiate ad occhi chiusi, con tanto di musichetta un po' new age, di quella che si sente l'acqua del ruscello che scorre, e con l'ostetrica che ripeteva con tono un po' ipnotico: "Il respiro mi respira.... il mio corpo è uno spazio pieno.....", quando una delle ragazze aveva chiesto se anche durante il travaglio ci sarebbe stata quella musichina tanta carina.
L'ostetrica le aveva guardate con un'espressione tipo "oh gesù queste non hanno la più pallida idea di cosa le aspetta" e aveva risposto con un laconico no.
Un'altra ingenuamente allora aveva chiesto se questa respirazione che avevano appena imparato avrebbero dovuto farla durante il travaglio: questa volta l'ostetrica non aveva proprio neanche avuto il coraggio di guardarle in faccia e aveva risposto con un altro laconico no.
La pulce, nella sua beata innocenza, aveva osservato in silenzio tutta la scena e aveva pensato: "Aha, tanto io vi frego tutti: prima di tutto mi faccio fare l'epidurale e, secondo, sono mesi che mi esercito con la respirazione yoga: io ascolterò il mio corpo e i segnali che mi manderà e tutto andrà benissimo!" e per i giorni a seguire ogni tanto aveva ripetuto a se stessa queste parole, come un mantra. Però. Certo quella faccia dell'ostetrica aveva un po' crinato la sua granitica sicurezza. Ma la pulce aveva scacciato con una mano quei brutti pensieri esattamente come si scaccia una mosca fastidiosa davanti agli occhi ed era andata avanti, serenamente.
Il 23 dicembre alle 8 di mattina finalmente erano arrivate le contrazioni, puntuali ogni 5 minuti, dolorosette ma insomma nemmeno tanto: la pulce diligentemente aveva cominciato a segnarne la frequenza sul foglio di carta, il grospo si era emozionato e l'aveva guardato con gli occhi grandi e le aveva detto: "Ma allora ci siamo?" Pare di si, aveva risposto la pulce, mentre lo guardava con gli occhi altrettanto grandi.
Ingenui.
Verso le 8 di sera, visto che nulla era cambiato, i due avevano deciso di andare in ospedale per un controllo, ripetendosi l'un l'altra: "Ma non saranno quelle, dicono che son tanto dolorose..."
Ingenui.
A mezzanotte si erano rotto le acque ed era iniziato il travaglio, quello vero. E alla pulce era stato immediatamente chiaro sia il profondo significato della parola travaglio, sia che lo stupido libro yoga sullo zen e l'arte di partorire che tanto avidamente aveva letto non le sarebbe servito a niente, e sia che al corso di preparazione al parto l'avevano bellamente presa per i fondelli.
La pulce però, non si era persa d'animo e, analisi del sangue alla mano, aveva detto all'ostetrica di volere l'epidurale. L'ostetrica con voce gentile le aveva risposto: " Va bene tesoro, però dobbiamo aspettare che tu sia dilatata di almeno 4 cm e tu ora sei tutta chiusa."
La pulce, nella sua dabbenaggine, si era detta d'accordo, tanto quanto ci vorrà mai ad arrivare a 4 cm, poco, no?
Nove ore. Le ci erano volute nove lunghissime e interminabili ore per arrivare a soli 4 cm. L'ostetrica, pensando probabilmente di incoraggiare la pulce, che a quel punto era sinceramente sconfortata, le aveva detto: "Su su, e allora io che ne ho fatti due di figli?"
La pulce guardandola con terrore le aveva chiesto: "Tutti e due con parto naturale?"
" Si certo!" aveva risposto quella con un gran sorriso pieno di orgoglio.
La pulce, sempre più terrorizzata, perché aveva realizzato di essere nelle mani di una pazza fuori di senno che non avrebbe mai potuto aiutarla, aveva cominciato a invocare l'anestesista, che era arrivato come un angelo salvatore a darle la morfina.
Buona. Bella. Miracolosa. Tre ore dopo nasceva infatti la pulcina.
Quali insegnamenti ne ha tratto la pulce?
1. Prendere a randellate sui denti tutti quelli che dicono "eeeeehhhh che sarà mai, sono milioni di anni che si fanno figli": siccome in genere sono gli uomini che se escono con questo tipo di frasi, provassero a farsi uscire un'arancia da una narice e poi ne riparliamo.
2. Non buttare i soldi in stupidi e inutili libri yoga sullo zen e l'arte di partorire.
3. Non fidarsi di quelli che ti dicono "prova prima a vedere se ce la puoi fare da sola": mentono. Andare preparate con tutte le analisi a posto e chiedere la droga.
4. ... (qualcos'altro mi verrà sicuramente in mente...)
Di come accadde che la pulce sapesse tutto sull'Isola dei famosi.
Che se qualcuno almeno glielo spiegasse alla pulce, se ne farebbe perlomeno una ragione.
Quello che è certo, è che la pulce non è più lei, non si riconosce più, qualche entità aliena si è (evidentemente) impossessata del suo corpo... ah già perché in tutto questo, la pulce si sta vedendo pure tutte le repliche notturne di X-files. Ma andiamo per ordine.
La pulce, un tempo nota per le sue otto ore di sonno filate, ma pure di più sennò diventava nervosa, e per i suoi risvegli mai prima delle dieci del mattino, che prima di quell'ora non è civiltà alzarsi e prendere conoscenza, ora crolla addormentata la sera alle nove e mezza, che quasi nemmeno cena, per svegliarsi irrimediabilmente all'una di notte.
E lì comincia la tragedia.
Accende la televisione. C'è Marzullo. No, Marzullo no. Comincia a scarellare su e giù per i canali alla disperata ricerca di non si sa che cosa e becca Superman: no, Superman no, meglio Marzullo che è noioso, magari riesco ad addormentarmi. Manco per niente.
Finito Marzullo "fatti una domanda, datti una risposta", la pulce si alza e si prepara la camomilla. Torna a letto con la tazza fumante e si prende un libro. Un bel tomo, che visto l'andazzo qui, è meglio partire bene equipaggiati.
E intanto si son fatte le 3 ma la pulce è sveglia come un grillo.
Comincia a leggere. Dopo un paio d'ore però le bruciano gli occhi. Spegne la luce, magari si addormenta. Col cavolo. Telecomando, riaccende la televisione. C'è X-files, appunto.
E poi Viaggiare informati. Che tempo fa. L'oroscopo, su tutti quanti i canali ma sempre lo stesso, speaker compreso. La replica della rubrica Salute di Luciano Onder (ah, vedi però, quante cose si imparano!). Il Meteo. Le notizie commentate da Emanuela Falcetti ma che non va bene per addormentarsi, ché lei va a mille.
E quando sono finalmente le 7 del mattino, arriva l'Isola dei famosi.
Vi prego, fate qualcosa, qualsiasi cosa, se avete qualche suggerimento, vi scongiuro fatevi avanti: non ne posso più di questa insonnia.
Più che altro, perché di notte in televisione non c'è niente.
C'è che la pulce ha una fastidiossima afta all'interno del labbro.
C'è che le sembra vagamente di ricordare che qualcuno le aveva detto che le afte sono dovute a batteri.
E le infezioni batteriche si combattono con gli antibiotici.
C'è che non amando le medicine, l'unico antibiotico presente a casa della pulce sia la propoli in soluzione idroalcolica.
E che la pulce abbia la brillante idea di versarne qualche goccia sull'afta.
A volte alla pulce vengono certe idee astute del cavolo...

Giardini Zen
La pulce, due giorni fa, dovendo comprare un regalo di compleanno è entrata in un'erboristeria ed è stata immediatamente e irresistibilmente attratta da un oggetto bellissimo.
Si avvicina la commessa, dall'aria ascetica, quasi da stilita, e la pulce indicando il bellissimo oggetto misterioso le chiede: Cos'è?
La stilita: E' un giardino zen
Oh! Esclama la pulce spalancando gli occhi interessata. E come.... in cosa consiste esattamente?
La stilita, con aria ispirata e lievemente accondiscendente: Il giardino zen si disfa ogni giorno. Si tolgono le pietre, con la mano si cancellano i segni sulla sabbia e poi con il rastrellino se ne fanno di nuovi e si dispongono di nuovo le pietre. E' nella filosofia zen, no? proprio questa inutilità della cosa per prendere tempo per noi stessi.
La pulce: mmmm.... no, mi mette ansia sta cosa...
La stilita: eh, allora significa che ne ha proprio bisogno....
Perché una cosa che sa tanto di supplizio di Sisifo dovrebbe rasserenarmi?
La dolce zia lilletta
venerdi, ore 11
drin drin... ciao lilith, ciao fabbio siamo appena arrivati a roma, ci vediamo stasera? dai, lasciamo i bambini con i nonni e ci andiamo a mangiare una pizza
fabbio: si volentieri, ci sentiamo alla solita certa...
stesso venerdi, ore 19
drin drin... ciao lilith, ciao fabbio il bambino ha la tosse, ci vediamo da noi?
fabbio: sennò facciamo la prossima volta...
ma no poi chissà quando ci rivediamo....
ore 20,40
lilith e fabbio arrivano a casa dei loro amici. affamati come cavallette. vengono fatti accomodare in cucina dalla nonna del suddetto nipotino con la tosse, che li accoglie con un poco rassicurante: "eh eh , c'è uno psicodramma in atto...": la pulce e il grospo vedono l'agognata pizza sempre più lontana. in cucina ci sono 4 + 2 (noi) appena arrivati, 6 adulti intorno al bambino con la tosse che si rifiuta da 4 ore di prendere la pasticchina e tiene tutti sotto scacco.
mamma del mostriciattolo, con tono dolce e supplichevole: te la dà la zia lilletta la pasticchina, amore?
lilith, con tono fintamente dolce: lo sai amore che zia lilletta la fa prendere anche al gattino la pasticchina? prende il gatto per la collottola, lo sbatte per terra, lo immobilizza, gli ficca la pasticca in gola e gli tiene la bocca chiusa finché non l'ha mandata giù.
il mostricciattolo guarda zia lilletta con gli occhi grandi grandi e senza dire una parola prende finalmente la pasticca. nonni e genitori guardano la pulce inorriditi... anzi no, il padre del mostriciattolo in realtà è sommamente soddisfatto, ma non lo dà troppo a vedere sennò gli tocca litigare con la moglie, il grospo e la pulce con un gran sorriso propongono di telefonare e farsi portare le pizze che giusto hanno una fame da lupo.
la mamma del mostriciattolo sentenzia: eh vedrete quando avrete anche voi dei figli...
ma che devo vedere????
Ieri sera la pulce è andata a cena dalla mamma.
Mamma della pulce: Oh lilletta, ti ho comprato una tuta da ginnastica
La pulce: grazie mamma, molto carina davvero, non dovevi…
mamma della pulce: così la alterni con l’altra che ti ho regalato due mesi fa, e vai al lavoro con la tuta sempre pulita…
.... 
Perché mia madre è convinta che io faccia l’insegnante di aerobica? 
Chiunque mi conosca appena sa della mia assoluta atecnologia e incapacità e della mia conseguente assoluta diffidenza nei confronti dei computer. Sono macchine instabili e quando prendono iniziativa, non è mai niente di buono. Come quando con aria indifferente ti chiedono: vuoi tornare al documento salvato? e tu rispondi si, buttando tutto il lavoro.Invece ci sono persone che, pur essendo altrettanto atecnologiche, nutrono una fiducia incommensurabile nei computer, producendo danni spaventosi ma proprio non riescono a imparare dai propri errori. E perseverano, diabolicamente.
Uno di questi è il mio carissimo amico P. Niente, non ce la fa, è più forte di lui, deve smanettare al computer.
Un po’ di tempo fa mi chiama e con aria indifferente mi dice che ha qualche problema col computer. “P., che hai fatto?”.
“Niente”.
“P. qualcosa tu l’hai fatta. Dunque stamattina ti sei alzato, hai preso il caffè, ti sei seduto al computer e lo hai acceso: poi?”
“Si, ecco avevo installato un programma, però poi ho cambiato idea e ho deciso di disinstallarlo.”
“E….?”
“E non mi si disinstallava. Allora, ho fatto cerca tutti i file creati negli ultimi 10 minuti e li ho cancellati tutti, tanto non avevo fatto altro…”
“Per tutti intendi proprio tutti, P.?
“Si”, risponde candido.
Deglutisco. “Non ti si accende più il computer vero?”
……
