Non è bello ciò che è bello, che bello che bello che bello.
La pulce vorrebbe condividere con i quattro gatti e il topo che la leggono una scena di vita vissuta. Giurando che tutto quello che sta per raccontare non è stato minimamente romanzato ma che si è esattamente svolto così com'è.
E dunque, un paio di giorni fa la pulce insieme alla gnoma si è recata al vicino supermercato per procurarsi del cibo per cena e, mentre indugiava tra gli scaffali, incontra una ragazza che aveva conosciuto al corso di preparazione al parto.
Dopo i convenevoli di rito ("quant'è bella la tua bambina", "ma quant'è bello il tuo", "ma guarda sembra una bambola", "ma che begli occhi questo bambolotto", "tu lo fai il secondo?" "ma non se ne parla proprio") la pulce le chiede spiegazioni sull'asilo nido e lei è prodiga di consigli e di ottime dritte. A un certo punto, parlando di punteggi e graduatorie, chiede alla pulce: "Ma tu lavori?" e la pulce risponde di si.
"E che lavoro fai?" chiede informandosi.
"La giornalista."
"Ah!"
Segue un attimo di pausa durante il quale la pulce viene squadrata da capo a piedi.
"Ah, quindi tu quando succede qualcosa, vai lì, col taccuino, la telecamera..."
La pulce sorridendo spiega che si occupa di musica.
"Ah!"
Segue un secondo attimo di pausa in cui la pulce di nuovo viene squadrata da capo a piedi.
E a questo punto, con un marcato accento romanesco molto periferico, che fino a qualche secondo prima non era così accentuato, la pulce è colta alla sprovvista con un "Quindiiiii te stai lllì che ascolti la musica tutto il gioooorno, scrivi... sai che pppalle!"
La pulce ha spalancato la bocca, ha sgranato gli occhi, le è venuto anche da ridere ma ciò che è veramente incredibile, non è riuscita a ribatterle nulla.
E lasciare la pulce senza parole, c'è da riconoscerlo, non è da tutti.
Il segreto di Pollyanna.
Che c'è di bello nel lavorare nei giorni festivi? In effetti nulla.
A volte però si trovano delle perle che è bello condividere con gli altri.
Perciò, eccovene una, fresca fresca di prima bozza: allora, tenetevi forte, mi raccomando, se due endecasillabi formano un distico, tre endecasillabi, secondo voi, cosa potranno mai formare?
Ma un trittico, no?!
Infatti (nero su bianco) leggo: "Il metro preferito della villanella è il distico di endecasillabi in rima baciata o il trittico di endecasillabi in cui i due primi versi sono in rima baciata e il terzo libero".
C'è poco da fare, lavoro in un circolo di geni! 
"C'è anche questo oltre alle nuvole in Messico..."
Non è bellissima la pulgeta?
Grazie Carlo 
Uso privato di blog pubblico.
Il lavoro di decriptaggio dei messaggi in codice mi sta particolarmente assorbendo in questo periodo, pur non avendo trovato (ancora) perle particolarmente degne di nota.
Ma tant’è: è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo.
Una cosa però mi preme: vorrei ringraziare il signor Gabbiano, che non ha un blog e non ha un nick, come dice lui, per avermi fatto conoscere Brunella Gasperini. Infatti, visto che oltre che astuta come una pulce, sono pure curiosa come una scimmia, domenica pomeriggio mi sono fiondata in libreria a cercare un suo libro e ho trovato Io e loro. Che dire? Assolutamente delizioso… continuo a pensare che i suoi complimenti, signor Gabbiano, siano assolutamente immeritati... ma confesso di fare la ruota come i pavoni!
Grazie 
p.s. e grazie alla tarta per tutti i preziosi link su Brunella Gasperini che mi ha passato 
Frammenti di un discorso amoroso
ovvero
Conversazione svoltasi ieri tra la pulce e Fabbio davanti alla cassiera del bar durante la pausa delle 5 del pomeriggio.
Fabbio: Ci facciamo una Fiesta ai mezzi?
Pulce: No no, io la Fiesta me la voglio mangiare tutta…
Fabbio: Ah, ok… due Fieste allora.
Pulce: …. è che non mi va la Fiesta. Forse prendo un ventaglio...
Fabbio: ma non hai detto che volevi la Fiesta?
Pulce: No, ho detto che non mi andava di dividerla, non che ne avessi voglia.
Fabbio: Ma tu, ti sei sentita?
Pulce: Drammaticamente, parola per parola. Ho bisogno di dolce: prenderò un ventaglio.
Che classe, CHE CLASSEEEE!!!!!

e io in caserma c'ho in calendario di Mortadellina, pappapero... 
Questa mi sento di condividerla, perché è troppo…. troppo.
La pulce, oltre ad essere il luosergente della caserma, è anche addetta al decriptaggio dei messaggi in codice. E uno di questi dice così:
"L’ascolto intenzionale è una facoltà del nostro sistema uditivo che, al prezzo di un certo affaticamento, ci permette di “isolare” una singola voce da un coro, di ascoltare una conversazione in un ambiente rumoroso, di concentrarci su un singolo aspetto dell’evento sonoro."
E fino qui tutto bene.
Poi:
"Il gatto possiede questa qualità in modo molto più spiccato dell’uomo e distingue un rumore sospetto anche in mezzo a un grande frastuono. Contrariamente non si nutrirebbe di topini ma di caterpiller." (!!!!!!!!!)
Infatti, come tutti sanno, i gatti sordi non si nutrono di topi ma di bruchi e mezzi cingolati!


Alla (perfida) regia....................... Fabbio
Alla macchina fotografica......... Gianni
Alla matita................................... Sandro (S)Costa
Alla pelata.................................. il mitico Perilli Al blog......................................... la pulce

Era una notte buia e tempestosa quando il glorioso computer della pulce acquistato nel '98 cominciò a fare rumori strani....
"Caro" chiese la pulce al principe grospo "come mai il computer fa nponnnf?"
"Sta manifestando la sua presenza. Ci dice che ancora c'è" rispose tranquillo il grospo
"Dunque è normale che faccia nponnnf?"
"E' normale quando un computer sta per rompersi" rispose serafico il grospo mentre armeggiava al suo computer.
Al suono di queste dure parole un grido le si strozzò in gola ".... no!!!!!"
"Vabbè tanto non c'era niente sopra, che ti importa? Stiamo per comprare il portatilino nuovo"
"Beh è il mio primo computer, ci sono affezionata...." queste le esatte parole che la pulce pronunciò quando il grospo lanciò un urlo che le ghiacciò il sangue nelle vene:
"Nooooo!!!!!!!!!!!!!!!! Nun me bootstrappa più!
Seguirà (forse) foto del grospo alle prese con il suo computer (sempre che si riesca a recuperarla)
